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Nucleare (in)sostenibile: presentato il sito dell'associazione

Nucleare (in)sostenibile: presentato il sito dell'associazione "SI alle rinnovabili NO al nucleare"

In un incontro online di ieri pomeriggio, del 24 febbraio, Vittorio Bardi e Alfiero Grandi della Presidenza del “Comitato SI alle rinnovabili NO al nucleare” hanno presentato il nuovo sito dell’associazione, la quale si pone oggi, come obiettivo principale, il contrasto alla proposta di legge attualmente in dibattito alla Camera, voluta dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin, che punta alla rilancio del nucleare civile nel nostro Paese, in barba al secco “no” popolare espresso nei due referendum del 1987 e del 2011. Così spiega una nota dell’associazione di invito all’incontro online: «L’associazione contrasterà questo disegno restauratore del governo con tutte le possibilità democratiche a disposizione, per questo il sito verrà dedicato a denunciare le scelte del governo, a sensibilizzare l’opinione pubblica, a chiedere a tutti i parlamentari, deputati e senatori, di respingere la proposta del governo anzitutto perché incostituzionale poi perché nel merito è sbagliata e controproducente».

L’azione di retroguardia del governo risulta pesantemente anacronistica perché rilancia il nucleare civile proprio nel momento in cui dovrebbe invece puntare tutto sulle rinnovabili, energie sulle quali invece «si registra un ritardo che sta peggiorando il mix energetico italiano».

Il governo cerca di far passare il nucleare come «energia rinnovabile», perfettamente in linea con l’Unione Europea, che nel 2022 ha ceduto alle pressione delle lobby, inserendo il nucleare civile nella Tassonomia verde europea, il regolamento comunitario che indirizza i finanziamenti verso le attività “green” nel continente. In realtà, spiega l’invito alla presentazione online del sito, «il nucleare non è energia rinnovabile»; per di più, «aggraverebbe la condizione di subalternità e dipendenza dall’estero dell'Italia, come è già avvenuto prima con il petrolio e poi con il gas» e «aggraverebbe la situazione irrisolta del mancato smaltimento delle scorie nucleari».

Insieme al comunicato stampa relativo alla pubblicazione del sito web, l’associazione ha diffuso anche l’intervento di Maria Agostina Cabiddu (costituzionalista, docente del Politecnico di Milano, esperta di diritto dell’ambiente, energie rinnovabili e comunità energetiche), pronunciato il 3 febbraio in audizione di fronte alle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera nell’ambito dell’esame dei due dispositivi chiave per il rilancio dell’atomo in Italia (il Disegno di Legge 2669 su «Delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile» e la Proposta di Legge 1742 su «Disposizioni per l'adozione di una strategia nazionale di sviluppo delle tecnologie nucleari di nuova generazione».

In Audizione la professoressa, dati alla mano, ha sottolineato i rischi e i costi dell’energia nucleare prodotta da fissione e ha poi approfondito gli aspetti incostituzionalità di una decisione governativa che scavalca la volontà popolare espressa nei due referendum del 1987 e del 2011.

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