Cimitero Mediterraneo: Il Movimento Shalom si schiera con Lorefice. "I Vescovi italiani rompano il silenzio"
«Una tragedia determinata da precise scelte politiche, di ieri e di oggi, dimentiche dei diritti inalienabili dell'essere umano, in violazione delle leggi internazionali e delle convenzioni sul soccorso». Questa la denuncia dell'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice in messaggio inviato alla commemorazione, in quel di Trapani, dei 15 corpi di migrandi restituit dal mare in Sicilia e in Calabria. Una denuncia e un «grido di dolore», che il Movimento Shalom «rilancia con forza» unendosi all’appello del vescovo siciliano per «un’assunzione di responsabilità collettiva a tutta la Chiesa italiana e alla società civile».
Questo il comunicato di Shalom:
Un silenzio "gridato" dalle scelte politiche
Le parole di Lorefice, inviate a Mediterranea Saving Humans durante la commemorazione al porto di Trapani, non lasciano spazio a interpretazioni. Il prelato ha parlato di “martoriate acque del Mare Nostro”, scosse da una strage avvenuta nel "silenzio gridato da precise scelte politiche".
Il Movimento Shalom condivide l’indignazione per una gestione migratoria che sembra pianificare l'oblio. Mentre lungo le coste di Calabria e Sicilia continuano a riaffiorare i corpi di chi cercava vita e libertà, la politica sembra voltarsi dall'altra parte.
"È l'umanità stessa a essere in gioco nel Mediterraneo," ha dichiarato Lorefice, denunciando come l'orizzonte della politica contemporanea sia ormai dominato da una "mera propaganda populista".
L'appello ai Vescovi italiani
Il Movimento Shalom non si limita alla solidarietà formale, ma lancia un invito diretto ai vertici della Chiesa:
Solidarietà attiva: Shalom invita tutti i Vescovi delle diocesi italiane a prendere una posizione chiara e pubblica a sostegno di Lorefice.
Contro la criminalizzazione: È necessario fare fronte comune contro la narrazione che colpevolizza come "criminali" i soccorritori, definiti dall'Arcivescovo come veri pescatori di uomini e di donne.
Restare umani: L'appello è quello di rimettere l'uomo al centro, sottraendo il dramma delle migrazioni alla fredda logica del consenso elettorale.
Una ferita aperta nel cuore dell'Europa
Con circa mille dispersi e solo una quindicina di corpi recuperati, la tragedia del ciclone Harry rappresenta un punto di non ritorno. Anche il Vescovo di Trapani, Pietro Maria Fragnelli, ha espresso vicinanza alla commemorazione, segnando una linea di resistenza etica che Shalom intende amplificare.
"Non possiamo restare spettatori muti di scelte disumane che condannano a morte migliaia di fratelli," fanno sapere dal Movimento. "La voce di Lorefice non deve restare isolata: è la voce di chi crede ancora che la vita valga più di un confine o di uno slogan."
Movimento Shalom onlus
*Foto tratta da Flickr
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