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Israele revoca il permesso di entrare in Cisgiordania agli attivisti di Mediterranea

Israele revoca il permesso di entrare in Cisgiordania agli attivisti di Mediterranea

ROMA-ADISTA. Quattro attivisti di Mediterranea Saving Humans hanno ricevuto la notifica della revoca dell'Eta (Electronic Travel Authorization), autorizzazione obbligatoria per entrare in Israele e  nei Territori palestinesi occupati per i cittadini provenienti da Stati esenti da visto, inclusi l’Unione Europea e gli Stati Uniti.

Con il progetto Mediterranea with Palestine, dal 2024 Mediterranea è presente nella regione di Masafer Yatta, dove, oltre a compiere azioni di interposizione nonviolenta accanto alle comunità palestinesi, ha attivato un osservatorio internazionale sui crimini e le violazioni dei diritti umani compiuti dai coloni e dalle forze di sicurezza israeliane. La revoca dell'Eta agli attivisti si inserisce all’interno di un quadro di crescente criminalizzazione della presenza internazionale in Palestina da parte del governo Netanyahu. Lo scorso gennaio Israele ha revocato le autorizzazioni ad operare nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania a 37 organizzazioni non governative, accusate di non aver rispettato i nuovi standard di sicurezza imposti dal Governo. Tali norme prevedevano la richiesta di fornire un elenco del personale palestinese attivo nei Territori occupati, ma metterebbe a serio rischio la sicurezza personale degli operatori umanitari, già bersaglio di innumerevoli attacchi mirati durante il genocidio a Gaza. Sempre a gennaio, inoltre, la Knesset (Parlamento israeliano) ha definitivamente messo al bando ogni attività dell’UNRWA (Agenzia delle Nazioni Uniti per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente) a Gaza e in Cisgiordania.

«Il piano è chiaro - spiega Damiano Censi, coordinatore di Mediterranea with Palestine - ed è liberare il campo da ogni sguardo, da ogni osservatore internazionale, per poter procedere indisturbati verso la definitiva pulizia etnica della Cisgiordania. Lo abbiamo già visto nella Striscia di Gaza, con l’eliminazione sistematica del giornalismo indipendente e delle organizzazioni umanitarie. Oggi lo stesso disegno avanza attraverso la revoca degli ETA agli attivisti internazionali». 

Nelle prossime settimane, Mediterranea pubblicherà un rapporto annuale sulle violenze in Masafer Yatta per dimostrare come l’espansione coloniale israeliana e le violenze dei coloni siano possibili solo grazie alla connivenza e l’attivo sostegno delle autorità statali israeliane e ad un vasto appoggio economico internazionale.

«Mediterranea - prosegue Censi - intende continuare a garantire la propria presenza in Masafer Yatta attraverso il nostro osservatorio internazionale e l’interposizione nonviolenta che la popolazione palestinese ci chiede con forza». «Facciamo appello alla comunità internazionale affinché faccia rispettare i diritti del popolo palestinese, difenda e supporti il diritto alla presenza degli osservatori internazionali e ponga fine a ogni complicità politica, militare ed economica con Israele - conclude Censi -  Siamo già complici del genocidio a Gaza: non continuiamo a esserlo anche della pulizia etnica in Cisgiordania».

Foto Mediterranea Saving Humans

 

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