Settimana della libertà 2026: la Fcei promuove una riflessione sulle diseguaglianze
ROMA-ADISTA. “2026: Italia (dis)eguale” è il tema scelto dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei) per la consueta Settimana della Libertà, l’appuntamento intorno alla data del 17 Febbraio dedicato alla riflessione sui diritti e sulla presenza evangelica nella società italiana.
Il tema idealmente chiude un ciclo di riflessioni, iniziato nel 2024, che ha toccato alcune delle principali tematiche relative allo stato dei diritti sociali in Italia. Dopo un’ampia ricerca sul tema delle trasformazioni del lavoro (che ha portato alla pubblicazione del volume Il senso del lavoro oggi e del dossier Come cambia il lavoro. E l’etica del lavoro) e sulla questione della povertà, l’approfondimento sulla questione delle diseguaglianze intende fornire strumenti per affrontare un nodo cardine della crisi del patto sociale.
Le condizioni di disuguaglianza strutturale della popolazione italiana tracciano un quadro fondato sulla differenziazione economica, con numeri relativi alla povertà assoluta e alla sperequazione tra fasce di reddito a dir poco allarmante. Il dossier fornisce dati e cifre per orientarsi al riguardo.
Non solo dati economici. Tra le cause del divario anche il tema dell’invecchiamento della popolazione. Ma la disuguaglianza di età, come verrà analizzato nel dossier, non è soltanto una questione di demografia. Si tratta, infatti, di una questione di giustizia, che mette alla prova l’intero modello di sviluppo italiano e che trova le sue cause lungo l’intero arco della vita. Salute e nuove solitudini costituiscono due elementi che meritano di essere approfonditi.
Disuguaglianze e questione femminile costituiscono un binomio non più accettabile. Le differenze retributive e nell’accesso ai diritti e ai servizi costituiscono solo alcuni degli aspetti di un quadro più ampio che si fa discriminatorio.
Il tema del genere e quello delle minoranze completano la riflessione sulla sostenibilità del sistema. Tutelare le minoranze o altri soggetti in quanto considerati “vulnerabili” può essere letto anche come mancato riconoscimento di capacità autonome di quelle persone o gruppi.
Infine, un riferimento biblico, con un’analisi della denuncia delle contrapposizioni sociali nel libro di Amos. offrirà strumenti di interpretazione.
Una prospettiva di riflessione particolarmente significativa quella che si offre in occasione del ricordo della concessione ai valdesi dei diritti civili da parte del sovrano, che vuole rimarcare come la libertà dal bisogno e l’affermazione dell’uguaglianza costituiscano elementi basilari per la libertà degli individui nel loro complesso.
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