In Senato un incontro per chiedere lo stop alle armi letali autonome
Si è tenuto oggi, 15 gennaio, presso la Sala ISMA del Senato, l’incontro pubblico promosso nell'ambito della Campagna internazionale "Stop Killer Robots". Ospitato su iniziativa del senatore della sinistra italiana Tino Magni, e curato dai partner italiani della Campagna internazionale (Rete italiana Pace e Disarmo e Istituto di Ricerche Internazionali “Archivio Disarmo”), l’evento dal titolo “Fermare la minaccia delle armi letali autonome: idee e prospettive per una regolamentazione internazionale” ha acceso i riflettori su una crescente preoccupazione nell’opinione pubblica e nella società civile italiana per le armi letali autonome (acronimo LAWS), sistemi in grado di scegliere e colpire obiettivi anche umani in totale autonomia, «con conseguenze devastanti sul piano etico, giuridico e umanitario». In tal senso, l’evento è stato promosso al fine di «rilanciare il dibattito politico italiano, coinvolgendo parlamentari di tutti i gruppi e sollecitando un ruolo attivo dell'Italia nei futuri negoziati internazionali».
Nella nota diramata a fine incontro, l’Archivio Disarmo sottolinea la domanda urgente di esperti, società civili e istituzioni «di una regolamentazione internazionale vincolante, alla luce del crescente allarme emerso in ambito Nazioni Unite, come più volte denunciato dal Segretario Generale dell'ONU António Guterres».
«L’incontro svoltosi oggi a Roma ha confermato l’urgenza di rafforzare il dialogo tra società civile, istituzioni e decisori politici per fermare la minaccia delle armi letali autonome», ha detto anche la Rete italiana Pace e Disarmo in una nota a fine incontro. Le organizzazioni promotrici «rinnovano il proprio impegno a promuovere informazione, sensibilizzazione e pressione politica (…) affinché le tecnologie di automazione e intelligenza artificiale emergenti applicate alla sfera militare non diventino nuovi strumenti di disumanizzazione della guerra, ma siano governate nel rispetto di prospettive di pace, di protezione dei diritti fondamentali e della dignità delle persone».
Secondo Fabrizio Battistelli (presidente di Archivio Disarmo) «l'obiettivo, non più rinviabile, è dare vita a un trattato internazionale che regoli oggi la ricerca e sviluppo dell'Intelligenza Artificiale militare e domani vieti l'impiego di quei sistemi che non prevedono il “controllo umano significativo”. Il Diritto internazionale umanitario stabilisce i principi da rispettare, a cominciare da quello sistematicamente violato della tutela delle popolazioni civili. Essi sono la condizione necessaria per la legalità ma, al contrario di quello che affermano Stati Uniti, Russia e Israele, da soli non sono sufficienti. A questo scopo vanno sottoscritte precise norme da rispettare».
In Senato c’era anche mons. Vincenzo Paglia (presidente emerito della Pontificia Accademia della Vita), secondo il quale «il cambio d'epoca è segnato dal potere dell'uomo di modificare il mondo con la tecnologia. Ma qualora si realizzasse la convergenza tra il nucleare e l'Intelligenza Artificiale a scopo bellico, ne scaturirebbe un'alleanza avvelenata e avvelenante. I governi ascoltino il magistero dei Papi».
All’incontro ha partecipato anche il Premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi, per il quale «il problema delle armi letali autonome è estremamente urgente. Si va pericolosamente nella direzione di guerre combattute sempre di più con armi “intelligenti”, in grado di adattarsi al contesto e di decidere (è il caso degli algoritmi) chi è il nemico da neutralizzare o il civile da risparmiare. Decidere al posto dell'uomo è inaccettabile sul piano etico. Invece può sembrare un “bene” agli Stati in guerra, basti pensare ai droni che vengono utilizzati tutti i giorni nella guerra della Russia contro l'Ucraina».
* Foto di National Nuclear Security Administration / Nevada Site Office. Immagine originale e licenza.
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