
Francia: il diritto costituzionale all'interruzione volontaria della gravidanza
Il 4 marzo, deputati e senatori riuniti al Congresso di Versailles hanno approvato l'inclusione nella Costituzione dell'interruzione volontaria di gravidanza. La Francia è il primo Paese al mondo a fare questa scelta.
«La legge determina le condizioni nelle quali si esercita la libertà garantita alla donna di fare ricorso a una interruzione volontaria di gravidanza»: questo il comma aggiunto all’art. 34 della Carta costituzionale francese. Si tratta della prima revisione costituzionale dal 2008 e dovrebbe essere firmata dal presidente Emmanuel Macron domani, 8 marzo. Secondo diversi sondaggi è sostenuta da oltre l'80% della popolazione francese.
A nulla è valso l’appello «al digiuno e alla preghiera» lanciato da diversi movimenti cattolici e fatto proprio dal vertice della Conferenza episcopale lo stesso 4 marzo. «Tra tutti i paesi europei, anche quelli occidentali – scrivevano i vescovi – la Francia è l'unico dove il numero degli aborti non diminuisce e negli ultimi due anni è addirittura aumentato. Molti dei nostri parlamentari, senza dubbio, voteranno questo testo con la convinzione di affermare un diritto essenziale; alcuni, non pochi in realtà, voteranno a favore con vergogna e con la forza.
Presidente e Vicepresidenti della Conferenza episcopale di Francia (CEF), rilanciamo volentieri l'appello lanciato da diversi movimenti cattolici al digiuno e alla preghiera.
Come cattolici dovremo restare sempre servitori della vita di ciascuno, dal concepimento alla morte, artigiani del rispetto per ogni essere umano che è sempre dono fatto a tutti gli altri, per sostenere chi sceglie di tenere il proprio figlio anche nelle situazioni difficili – e cerchiamo nuove strade per farlo – circondare del nostro rispetto e della nostra compassione coloro che hanno fatto ricorso all’aborto. Chiediamo con umiltà e urgenza la grazia. Preghiamo soprattutto perché i nostri concittadini riscoprano il gusto della vita, di donarla, di riceverla, di accompagnarla, di avere e crescere figli».
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