Nessun articolo nel carrello

Armi italiane a Israele: i pacifisti denunciano Leonardo e il governo

Armi italiane a Israele: i pacifisti denunciano Leonardo e il governo

Tratto da: Adista Notizie n° 43 del 06/12/2025

42456 ROMA-ADISTA. “In nome della legge: giù le armi, Leonardo!” è il titolo della campagna promossa da AssoPacePalestina, A Buon Diritto, Attac Italia, Arci, Acli, Pax Christi e Un Ponte Per, insieme ad Hala Abulebdeh, farmacista palestinese (ma residente in Scozia), la cui famiglia è stata uccisa dai bombardamenti israeliani a Khan Younis nel dicembre 2023. La campagna – presentata in una conferenza stampa alla Fondazione Lelio e Lisli Basso di Roma lo scorso 20 novembre – è sostenuta anche da una denuncia al Tribunale civile di Roma contro il governo italiano e Leonardo Spa (la principale azienda armiera italiana, a partecipazione pubblica: l’azionista di maggioranza è il Ministero dell’Economia e della Finanza) per aver autorizzato e venduto armi a Israele, violando così l’articolo 11 della Costituzione italiana e la legge 185 del 1990, che vieta la cessione di armamenti a Paesi impegnati in conflitti o responsabili di gravi violazioni dei diritti umani.

Rispettare la legge. Tutti. Sempre

«Abbiamo ribattezzato la nostra campagna “In nome della legge: Giù le armi, Leonardo!” perché per noi questo ricorso è una richiesta di obbedienza alla Costituzione, alla legge 185/1990 e alla normativa internazionale», ha spiegato Raffaella Bolini, vicepresidente Arci. «Tutti devono rispettare queste norme».

Ma la vendita e la fornitura di armi a Israele da parte di Leonardo Spa sarebbero in contrasto anche con quanto previsto nei Codici etici e negli strumenti di due diligence della stessa Leonardo, ha aggiunto Marco Bersani, di Attac Italia: «Sul sito web di Leonardo è affermato che l’azienda non solo si impegna a rispettare i codici etici, ma anche che è pronta ad assumersi le proprie responsabilità nel caso in cui siano infranti». E cita una infelice dichiarazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani: «Se per qualcuno nel nostro governo il diritto internazionale “vale fino a un certo punto”, per noi vale sempre. E questo ricorso è un modo per dire che esistono ancora delle regole».

Ha aggiunto Luisa Morgantini, di AssoPacePalestina: «Se il Tribunale Civile di Roma riconoscerà la nullità dei contratti di fornitura di armi, Leonardo e lo Stato italiano non potranno più garantire sostegno militare a Israele» e vendere armi a Israele, «quelle che oggi vengono utilizzate nelle operazioni di terra e di cielo, contrarie al diritto internazionale, condotte contro la popolazione palestinese».

«Questi contratti violano norme fondamentali perché Israele utilizza la guerra come strumento di oppressione e occupazione contro la popolazione palestinese», ha spiegato l’avvocato Luca Saltalamacchia, che assiste Hala Abulebdeh. E Leonardo «fornisce veicoli, aerei, elicotteri, componenti per F‑35, radar, mezzi militari da trasporto, cannoni navali e persino alette per bombe guidate verso obiettivi prestabiliti. Non si tratta solo di addestramento: questi mezzi vengono anche impiegati come strumenti d’attacco», ha proseguito l’avvocato. «Leonardo si difende dicendo “io ho avuto un’autorizzazione quindi lo faccio, se questa cosa non si poteva fare doveva pensarci lo Stato”. Ma nonostante ci siano delle autorizzazioni amministrative, non è detto che quello che viene autorizzato non possa essere annullato da un magistrato nel caso vengano violati i diritti soggettivi di terzi soggetti».

«Crediamo che la società civile abbia il compito di sopperire all’inerzia che fin qui hanno dimostrato tutti rispetto al conflitto», ha spiegato Italo Sandrini, vicepresidente nazionale delle Acli, che ha aggiunto: «Dobbiamo interrompere questo flusso di armi. Non è possibile che, al di là delle dichiarazioni formali, si continui con le forniture di armamenti a Israele, ci sono gli strumenti giuridici per fermarle, dobbiamo percorrere tutte le vie possibili per farlo».

Vangelo e Costituzione

Infine Antonio De Lellis, coordinatore nazionale di Pax Christi: «Non possiamo essere ciechi e silenti perché questo significherebbe essere complici. Per Pax Christi è il momento di rimettere al centro il Vangelo e la Costituzione italiana che all’articolo 11 ripudia la guerra. È il momento di sostituire il presunto diritto alla forza, con forza del diritto. Passando “dai segni del potere al potere dei segni” come diceva mons. Tonino Bello. E questa campagna è un segno che si aggiunge agli altri che si esprimono nelle varie obiezioni militari fino alle oceaniche manifestazioni. “Beati i costruttori di pace”, come diceva Gesù, e “Maledetti gli operatori di guerre”, come diceva papa Francesco il 19 novembre del 2015. Per tutto questi motivi abbiamo aderito convintamente a questo percorso perché dopo l’approvazione del Ddl Sicurezza, che limita fortemente l’espressione del dissenso, non possiamo perdere l’occasione di agire secondo la legge. E invitiamo la Chiesa italiana a vivere nella parresia e nella profezia». 

*Foto presa da Unsplash, immagine originale e licenza 

Adista rende disponibile per tutti i suoi lettori l'articolo del sito che hai appena letto.

Adista è una piccola coop. di giornalisti che dal 1967 vive solo del sostegno di chi la legge e ne apprezza la libertà da ogni potere - ecclesiastico, politico o economico-finanziario - e l'autonomia informativa.
Un contributo, anche solo di un euro, può aiutare a mantenere viva questa originale e pressoché unica finestra di informazione, dialogo, democrazia, partecipazione.
Puoi pagare con paypal o carta di credito, in modo rapido e facilissimo. Basta cliccare qui!

Condividi questo articolo:
  • Chi Siamo

    Adista è un settimanale di informazione indipendente su mondo cattolico e realtà religioso. Ogni settimana pubblica due fascicoli: uno di notizie ed un secondo di documentazione che si alterna ad uno di approfondimento e di riflessione. All'offerta cartacea è affiancato un servizio di informazione quotidiana con il sito Adista.it.

    leggi tutto...

  • Contattaci

  • Seguici

  • Sito conforme a WCAG 2.0 livello A

    Level A conformance,
			     W3C WAI Web Content Accessibility Guidelines 2.0

Sostieni la libertà di stampa, sostieni Adista!

In questo mondo segnato da crisi, guerre e ingiustizie, c’è sempre più bisogno di un’informazione libera, affidabile e indipendente. Soprattutto nel panorama mediatico italiano, per lo più compiacente con i poteri civili ed ecclesiastici, tanto che il nostro Paese è scivolato quest’anno al 46° posto (ultimo in Europa Occidentale) della classifica di Reporter Senza Frontiere sulla libertà di stampa.