Le ultime sul convento di Belorado: chiude il ristorante, mentre le suore scismatiche finiscono sotto indagine
A meno di un anno dall’apertura – 11 marzo del 2025 –, chiude ad Arriondas (Asturie, Spagna) il ristorante “Santa María del Chicu” delle ex monache claretiane di Belorado https://www.adista.it/articolo/73518. Non si sa se temporaneamente o definitivamente, perché la causa della decisione di questi giorni è l’abbandono da parte della cuoca, Myriam, una delle suore di Belorado che, firmando il “Manifesto cattolico” di ricusazione della Chiesa post-conciliare, operano lo scisma nel giugno del 2024 l’ex suor. Myriamo ha chiesto un periodo di “assenza comunitaria”, una sorta di periodo sabbatico per riprendersi dalla «tensione costante» cui da mesi si sente sottoposta per le vicissitudini attraversate dal momento dello scisma. Pressioni mediatiche e conflitti interni hanno provocato nella ex suora un’usura che la stessa cuoca descrive come «fisica, psichica ed emotiva». La dichiarazione rilasciata in merito dalle cosiddette “suore ribelli” sottolinea che la cuoca ha bisogno di «un tempo di riposo e discernimento» e che la sua partenza lascia il ristorante senza la persona che ha sostenuto l'attività quotidiana.
Non è l’unica novità: è morta suor Getsemani, una delle cinque suore non scismatiche del convento di Belorado. Fra gli 87 e i 101 anni, le anziane consorelle erano nella cura delle scismatiche nel monastero di Orduña (Bizkaia), da dove sono state liberate dalla Guardia Civil il 22 dicembre scorso e ricoverate in ospedale. I primi soccorritori hanno raccontato che «sono state sistematicamente trascurate, le abbiamo trovate molto sporche e molto magre». Per questo, non solo il 23 dicembre è stato vietato alle ex suore scismatiche di entrare in contatto con le anziane ricoverate, ma il 12 gennaio sono state messe sotto indagine per presunti crimini di coercizione e trattamento degradante nei confronti delle cinque anziane. Le misure restrittive, ha infatti spiegato l’arcivescovado di Burgos, diocesi dalla quale dipendono i conventi coinvolti nella questione, «sono state emanate all'interno di un procedimento penale, poiché le ex monache sono indagate per reati di coercizione, trattamenti degradanti e altri reati». «Le sorelle maggiori avevano (e continuano ad avere) lo status di possibili vittime di questi crimini», ha sottolineato l’ufficio diocesano.
*Foto ritagliata di Camino del Sid tratta da en.wikipedia.org, immagine originale e licenza
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