ONU: lo schiavismo «è contro l'umanità». No di Usa, Israele, Argentina, astensione dell'Europa
L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha votato ieri, 25 marzo, una risoluzione volta a riconoscere la schiavitù transatlantica come il «più grave crimine contro l'umanità» proposta dal Ghana. Il Paese africano ha sostenuto la necessità della risoluzione poiché le conseguenze della schiavitù - che ha visto almeno 12,5 milioni di africani catturati e venduti tra il XV e il XIX secolo - persistono ancora oggi, manifestandosi in disparità razziali.
Il testo ha inoltre esortato gli Stati membri ad avviare un dialogo sulle riparazioni, includendo la presentazione di scuse formali, la restituzione di manufatti rubati, l'erogazione di compensazioni finanziarie e la garanzia di non ripetizione. Il ministro degli Esteri del Ghana, Samuel Ablakwa, ha dichiarato che la risoluzione invoca anche l'accertamento delle responsabilità.
Passata con il sì di 123 Paesi, la risoluzione ha avuto il voto contrario di Stati Uniti, Israele Argentina. In 52 si sono astenuti, inclusi i Paesi dell'Unione Europea e il Regno Unito.
Diversi leader occidentali si sono opposti sostenendo che gli Stati e le istituzioni odierne non debbano essere ritenuti responsabili per i torti del passato.
La rappresentante dell'UE, Gabriella Michaelidou, ha affermato che il blocco europeo avrebbe sostenuto una risoluzione che evidenziasse la «portata dell'atrocità», ma ha sollevato preoccupazioni «giuridiche e fattuali», inclusa l'applicazione retroattiva del diritto internazionale.
«La storia non scompare quando viene ignorata, la verità non si indebolisce quando viene ritardata, il crimine non marcisce... e la giustizia non scade con il tempo», ha commentato Ablakwa, secondo quanto riporta l’agenzia Rueters. La quale ricorda anche però che il Ghana ha promosso all’interno leggi anti-LGBT particolarmente severe.
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