Europa Verde Sardegna: Cagliari città di pace, non porto di guerra
CAGLIARI-ADISTA. «C’è grande preoccupazione in città per quanto sta accadendo nel porto: è di pochi giorni fa la notizia di un carico di armi prodotte dallo stabilimento Rwm di Domusnovas, di proprietà dell’azienda tedesca Rheinmetall, imbarcate su una nave diretta verso il Medio Oriente. Oggi apprendiamo che è ancorata a Cagliari la Msc Vega che, secondo indiscrezioni, trasporterebbe acciaio balistico per uso militare diretto in Israele.
Non è più il tempo dei distinguo: non ci interessa sapere se queste commesse transitano qui in virtù di vecchi accordi commerciali precedenti al conflitto in Medio Oriente. Quello che sta accadendo è che da Cagliari, città che ha già dichiarato ufficialmente la propria netta contrarietà agli attacchi militari americani e israeliani in Libano e Iran e, più in generale, a ogni conflitto, si stanno muovendo armamenti e materiali destinati alla guerra, in spregio a quanto prevede la legge italiana 185/1990, che vieta “l’esportazione e il transito di materiali di armamento verso i Paesi in stato di conflitto”. Già nel porto del Pireo il personale ha rifiutato il trasbordo dei container oggi presenti a Cagliari. Chiediamo che le autorità competenti sul porto cagliaritano — Autorità Portuale, Guardia Costiera e Guardia di Finanza — verifichino con tempestività queste notizie e valutino l’eventuale sequestro dei carichi di armi e materiali bellici. Continuiamo, nonostante l’ambiguità del Governo italiano, a sollecitare che l’Italia si impegni con decisione nel processo di pace».
Così in una nota i co-portavoce di Europa Verde Sardegna Antonio Piu e Francesca Citroni e la capogruppo in Consiglio regionale Maria Maura Orrù.
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