Crosetto dice "no" all'atterraggio di aerei USA a Sigonella: non ci è stata chiesta l'autorizzazione
L’Italia avrebbe negato l’atterraggio ad aerei Usa che sarebbero poi decollati con destinazione Medio Oriente, dunque per la guerra che attualmente gli Stati Uniti, insieme a Israele, stanno muovendo all’Iran. È d’obbligo usare il condizionale: la notizia comparsa stamattina sul Corriere della Sera a firma di Fiorenza Sarzanini non ha ricevuto conferma ufficiale.
Sarebbe successo qualche sera fa. Il piano di volo di detti aerei non poteva rientrare fra le operazioni “ordinarie”. Queste sono regolate da un accordo del 1951 con gli Stati Uniti. Per le altre operazioni il governo statunitense deve chiedere l’autorizzazione, sia all’atterraggio che al successivo decollo. La richiesta non è stata avanzata, per cui il ministro della Difesa, Guido Crosetto ha deciso di non concedere il permesso.
Da tutto ciò sorge una domanda: e se gli Usa avessero chiesto l’autorizzazione, quale sarebbe stata la risposta del governo italiano? Perché l’attuale “no” è stato un «atto dovuto», osserva Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde. «Il governo ha sempre sostenuto che i trattati vanno rispettati, e in questo caso è stata presa una decisione coerente con questo principio», ha detto il deputato nel corso della trasmissione Coffee Break su La7. E «tuttavia – ha continuato – non possiamo nasconderci dietro l’ipocrisia».
Infatti, ha spiegato, «da Sigonella, con regolarità, parte il Triton, drone di monitoraggio che poi va a bombardare. Allo stesso modo, dalla base di Camp Darby, a Pisa, vengono caricati missili e armi che poi vanno a bombardare l’Iran. E certamente un fatto positivo aver negato ma non nascondiamoci dietro l’ipocrisia. L’Italia continua a fornire assistenza logistica a operazioni militari di questa guerra che stanno devastando e destabilizzando il pianeta, con conseguenze gravissime anche sul piano economico per il nostro Paese».
«Per questo dico – ha voluto sottolineare – che il governo dovrebbe avere il coraggio di fare un passo in più: prendere una posizione chiara e netta, e segnare una distanza dalle politiche di questo bullo del pianeta, come Donald Trump, pensa di governare il mondo attraverso la supremazia militare».
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