Giustizia: appello post-referendum di associazioni della società civile
Tratto da: Adista Documenti n° 15 del 18/04/2026
DOC-3448. ROMA-ADISTA. Il governo che per mesi ha fatto passare la riforma della magistratura, bocciata dagli italiani con il referendum del 22 e 23 marzo scorso, come riforma della giustizia. Dunque in questo ambito così carente della vita civile – cronica lentezza, alto numero di cause pendenti, deficit di magistrati e personale amministrativo, per accennare solo a qualcuno dei problemi che l’affliggono – nulla è cambiato. Ora, movimenti e associazioni della società civile chiedono sull’argomento di «aprire un confronto vero, inclusivo e rispettoso». Un confronto che, secondo i firmatari Acli, Anpi, Arci, Libera e Pax Christi, nell’appello che pubblichiamo di seguito, non può limitarsi alla giustizia “giudiziaria”: «Non possiamo separare la questione della giustizia da quello della giustizia sociale», scrivono. «Le disuguaglianze economiche, territoriali e generazionali (…) sono oggi uno dei principali fattori di ingiustizia e richiedono politiche pubbliche capaci di rimuovere gli ostacoli che limitano libertà ed eguaglianza, come previsto dalla nostra Costituzione». La democrazia, sottolineano, «non si esaurisce nel voto, ma vive nella partecipazione quotidiana, nella giustizia sociale, nella difesa e nell’attuazione della Costituzione».
*Foto presa da Unsplash, immagine originale e licenza
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