Manifesto della pedagogia laica
Tratto da: Adista Documenti n° 15 del 18/04/2026
Qui l'introduzione a questo testo.
A conclusione di un seminario svoltosi a Roma, dedicato all’Agenda della pedagogia laica, il Movimento della pedagogia laica (nato l’11 dicembre del 2025) ha prodotto il seguente Manifesto (di cui pubblichiamo solo i passaggi essenziali, ma che può essere liberamente scaricato, in versione integrale, al link: www.cidi.it/cms/doc/open/item/filename/5413/manifesto-pedagogia-laica.pdf).
Il movimento si riconosce nella Costituzione italiana e si colloca nel quadro pluralista della comunità pedagogica italiana. La redazione di questo Manifesto è avvenuta attraverso un lavoro collettivo articolato in gruppi e sottogruppi (corrispondenti ad aree tematiche e temi). Il testo riflette il pluralismo delle idee che contraddistingue il movimento, pur nella comune ispirazione laica.
Premessa
Questo Manifesto nasce dalla preoccupazione per l’attuale ricomparsa di integralismi religiosi e ideologici, radicalismi etnici, nazionalismi sovranisti e identitari e nuove pulsioni totalitarie. Di fronte a questi fenomeni proponiamo di rilanciare una cultura laica e una pedagogia d’ispirazione laica. La nostra proposta si oppone a ogni forma d’integralismo, dogmatismo, intolleranza e totalitarismo; non nasce dunque contro una pedagogia di orientamento cristiano, con la quale intendiamo ricercare il dialogo e l’intesa per lo sviluppo dell’educazione e della democrazia. Il tratto fondamentale della laicità consiste nell’idea dell’autonomia reciproca tra le diverse sfere dell’attività umana, secondo una nota definizione di Abbagnano.
Tali attività debbono potersi svolgere secondo propri intrinseci principi, anziché essere assoggettate a forze esterne. Se storicamente tale esigenza è sorta rispetto al rapporto tra la sfera statale e quella religiosa, oggi si pone soprattutto rispetto a ideologie e teologie politiche che tendono a comprimere l’autonomia (etica ed intellettuale) delle persone e della società civile. In questo senso, la laicità si esprime innanzitutto nel principio della libertà del pensiero. Libertà da impedimenti e imposizioni; libertà di critica e progettualità nel campo della ricerca e della discussione pubblica. Formuliamo questa nostra proposta attraverso ventiquattro tesi argomentate in modo essenziale.
Il coordinatore generale: Massimo Baldacci
Tesi 1 - L’identità si forma e si trasforma nel tempo, come spazio agito di libertà e di scelta, attraverso l’esplorazione di sé e nei rapporti reciproci con l’alterità. Essa non è destino, eredità o condanna.
Tesi 2 - La postura laica riconosce nel dubbio e nell’incertezza le coordinate della condizione umana e, rifiutando il dogmatismo, pensa verità e principi come tappe provvisorie di un processo razionale aperto e in divenire.
Tesi 3 - Critica, dissenso e conflitto sono fattori imprescindibili per istituire in modo non essenzialistico la soggettività, sviluppare la personalità in condizioni di libertà e uguaglianza, alimentare il pluralismo democratico.
Tesi 4 - Critica, dissenso, conflitto promuovono la coscientizzazione antidogmatica di una società onlife, la storicizzazione e politicizzazione dei saperi, contribuendo a prevenire attraverso l’ironia e il dialogo critico l’interiorizzazione di forme di potere.
Tesi 5 - I diritti come orizzonte etico e politico. I diritti sono condizioni di possibilità della vita libera e dignitosa: garanzie politico-normative che rendono effettiva l’uguaglianza e praticabile la democrazia. Attraverso l’educazione essi diventano esperienza vissuta, capacità di partecipazione e strumento di emancipazione individuale e collettiva.
Tesi 6 - Cittadinanza come partecipazione attiva e globale. La cittadinanza è l’esercizio consapevole della democrazia. Attraverso un’educazione critica e decoloniale essa forma soggetti liberi e solidali, capaci di agire per il bene comune in una dimensione planetaria.
Tesi 7 - Equità come giustizia concreta. L’equità è il fondamento della democrazia. Significa garantire a ciascuno le condizioni necessarie per partecipare, apprendere e vivere con pari dignità L’equità riconosce che le persone vivono condizioni diverse e che la giustizia richiede risposte adeguate a tali differenze.
Tesi 8 - Libertà. Di fronte a ciò che minaccia la democrazia e ogni forma di pluralismo, proponiamo una pedagogia che educhi alla libertà e al suo esercizio, al dialogo e al pensiero critico, attivando processi di empowerment, autodeterminazione e coscientizzazione.
Tesi 9 - Linguaggi. In società dove persistono asimmetrie di potere e di relazioni, proponiamo una pedagogia che si ispira ai linguaggi e alle pratiche femministe e femminili in grado di sviluppare autocoscienza e capacità collettiva per trasformare la realtà in modo più equo, giusto e inclusivo.
Tesi 10 - Povertà educativa. Una scuola laica deve garantire il proprio impegno contro la povertà educativa, fondando il proprio pensiero e la propria azione sulla conoscenza scientifica, il pluralismo, i diritti e la giustizia sociale in ottica di democrazia inclusiva.
Tesi 11 - Formazione iniziale, reclutamento e accompagnamento in servizio costituiscono tre fasi interconnesse di un unico processo, volto a sostenere il docente come professionista riflessivo, costruttore di comunità e testimone di cura. La formazione dei docenti dovrebbe configurarsi come un percorso integrale che tiene insieme dimensione cognitiva, emotiva, etica e relazionale, dove conoscenza, identità professionale e pratica educativa si co-costruiscono.
Tesi 12 - La scuola pubblica, depositaria del patrimonio culturale locale, garantisce e sollecita con la sua presenza sul territorio la costruzione della comunità democratica. Dove non c'è scuola non c'è democrazia. La presenza della scuola pubblica nei territori è un presidio di equità e coesione sociale: assicura opportunità educative a bambine e bambini, ragazze e ragazzi e, quando è radicata nella comunità, diventa motore di innovazione sociale, rafforzando la democrazia locale.
Tesi 13 - La valutazione intesa come processo didattico partecipato costituisce uno strumento fondamentale per promuovere una cultura scolastica di equità ed emancipazione formativa. In una prospettiva pedagogica laica, la valutazione è una leva per il cambiamento della scuola se essa si configura come un dispositivo orientato all’emancipazione, all’equità, all’empowerment e all’educazione, alla formazione e all’istruzione dei soggetti.
Tesi 14 - I saperi si danno come strumento di emancipazione e sviluppo umano e costituiscono contemporaneamente il fine e il mezzo dell’istruzione e dell’educazione. I saperi di insegnamento si danno come strumento di emancipazione e sviluppo umano sia nell’educazione scolastica sia nell’ambito dell’istruzione e educazione degli adulti. In prospettiva laica occorre assicurare pluralità e pari dignità formativa a tutti i saperi.
Tesi 15 - L’asimmetria di potere propria della relazione educativa viene orientata dai docenti secondo principi democratici per realizzare la partecipazione dei discenti alla costruzione della conoscenza, alimentare benessere relazionale e educare alla cittadinanza.
Tesi 16 - Scuole e università sono ecosistemi che promuovono relazioni democratiche, collaborazioni interprofessionali e legami comunitari, anche tramite un uso consapevole delle risorse onlife, favorendo senso di appartenenza e generatività culturale.
Tesi 17 - Le premesse della comunità educante. La comunità educante si configura come una rete relazionale plurale e dinamica in cui famiglia, scuola e territorio cessano di essere spazi educativi separati, per divenire nodi interconnessi di un medesimo ecosistema formativo fondato sul riconoscimento reciproco e sulla corresponsabilità educativa.
Tesi 18 - Autodeterminazione ed eco-determinazione nei/dei territori. L’autodeterminazione, reinterpretata come eco-determinazione, diviene principio pedagogico e politico di riconciliazione tra società e natura, poiché fonda la libertà dei soggetti e delle comunità sulla capacità di governare i propri metabolismi territoriali entro i limiti ecosistemici, generando istituzioni apprendenti orientate alla sufficienza, alla cura e alla giustizia ecologica.
Tesi 19 - La postura del ricercatore nelle metodologie di ricerca con le comunità si configura come una pratica di riflessività etico-politica e di cura epistemologica, in cui la conoscenza non è atto di dominio ma di cocostruzione dialogica.
Tesi 20 - Le pratiche pedagogiche per l’impegno richiedono di essere decostruite, disambiguate, “problematizzate” e questo significa riassegnare centralità al ruolo dei linguaggi verbali e simbolici analizzando le diverse forme comunicative, e ripensare le categorie interpretative per sostenere ricerca e prassi educative impegnate e trasformative.
Tesi 21 - È necessario sostenere nei professionisti del lavoro educativo uno spostamento dalla contingenza alla promozione di spazi di riflessività critica. A questo scopo, occorre portare uno sguardo progettuale sulle premesse epistemologiche e sulle azioni educative, ispirandosi a una postura trasformativa orientata al cambiamento e all’autodeterminazione del soggetto in relazione con il mondo.
Tesi 22 - La scienza pedagogica, secondo i principi di complessità e antidogmatismo inscritti nel suo statuto epistemologico, è chiamata a una responsabilità pubblica nel contribuire a orientare le politiche, il lavoro educativo e lo sviluppo di una cultura pedagogica diffusa nell’opinione pubblica.
Tesi 23 - Il soggetto è un fenomeno emergente nella relazione con le alterità. Questa relazione è qui intesa come "reliante" (legame & alleanza) e aperta a educazioni proteiformi e resilienti.
Tesi 24 - Il soggetto è tale se ha un linguaggio (potenziale espressivo) capace di agire un cambiamento (politico) sul mondo. Il linguaggio costituisce la soggettività perché consente all’individuo di riconoscersi, narrare sé e agire nel mondo.
*Foto presa da Unsplash, immagine originale e licenza
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