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Caso Aquarius: l'appello dei missionari comboniani

Caso Aquarius: l'appello dei missionari comboniani

Tutti i 629 passeggeri a bordo della nave Aquarius della Ong Sos Mediterranée saranno accompagnati da navi italiane al porto di Valencia, in Spagna, unico Paese europeo che ha deciso di farsi carico dei migranti provenienti dalla Libia. Da domenica mattina, i rifugiati tratti in salvo in più punti del Mediterraneo erano in attesa di sbarcare in un porto siciliano ma – fatto del tutto inedito – il governo italiano ha negato l'autorizzazione allo sbarco, chiedendo in prima battuta a Malta di consentire l'attracco dell'Aquarius e la messa in sicurezza delle persone a bordo e, dopo il rifiuto dell'Isola, ad un Paese europeo, perché “l'Italia non può essere lasciata sola a gestire l'arrivo dei migranti”. E così l'Ong è rimasta in stand by, in attesa di indicazioni dall'Italia, per ben due giorni. E il caso della nave carica di persone di cui molte in condizioni critiche (123 minori non accompagnati, 7 donne incinte, parecchi ustionati, una cinquantina salvati mentre stavano annegando) ha infiammato il dibattito sulle migrazioni, sull'approccio del nuovo governo e, in particolar modo, sul ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Ieri, il sito del mensile Nigrizia ha pubblicato un duro appello dei comboniani dal titolo “L'Italia accolga i migranti e incalzi l'Europa”, nel quale i missionari si dicono «esterrefatti e indignati» per la «decisione del ministro degli interni Matteo Salvini». «Il rifiuto di prestare soccorso ai migranti – affermano ancora i missionari – non ha precedenti nella nostra storia ed è in flagrante violazione delle convenzioni internazionali, di cui anche l’Italia è firmataria, che obbligano il soccorso in mare a chi è in pericolo di morte». Il dito dei missionari è puntato anche contro Malta e gli altri Paesi europei che hanno rifiutato l'accoglienza all'Aquarius, «ma è deplorevole e vergognoso – insistono i comboniani – che l’Italia decida di allinearsi, facendo così pagare a persone innocenti, bisognose di aiuto, il prezzo di una diatriba tra Stati su chi si debba assumere la responsabilità di accogliere i migranti».

È vero che «l’Italia non può essere lasciata sola» ad affrontare un fenomeno così importante e dalle «implicazioni internazionali (specie nel bacino del Mediterraneo) che chiamano in causa l’attenzione e il peso geopolitico dell’Unione Europea». L'Italia deve giustamente farsi sentire a Bruxelles, suggeriscono ancora, «chiedendo ai partner europei di farsi carico, anche loro, del dossier migranti. Ma nello stesso tempo l’Italia non può sottrarsi al dovere di accogliere persone che, in gran parte, cercano di costruirsi una vita migliore in Europa e che, in alcuni casi, fuggono da guerre e da regimi dittatoriali. È importante che l’Italia mantenga un doppio ruolo: essere un porto sicuro per i migranti e nel contempo non smettere di sollecitare l’Europa a trovare soluzioni percorribili (non semplicemente fondate sul controllo militare delle aree di transito dei migranti, come avviene in Niger e Mali), anche nei Paesi di partenza dei migranti».

* Immagine di Irish Defence Forces, tratta da Flickr, licenza e immagine originale. La foto è stata ritagliata. Le utilizzazioni in difformità dalla licenza potranno essere perseguite

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