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"Noi non ci stiamo": Pax Christi contro l'alluvione di paura e odio nel Paese

In chiusura dell'Incontro annuale di Pax Christi ad Alessano, dove ad aprile papa Francesco si era recato per rendere omaggio alla tomba di don Tonino Bello, il 20 giugno scorso Pax Christi ha diffuso un comunicato per esprimere con fermezza la posizione dell'organismo pacifista cattolico contro l'«alluvione di paure, risentimenti, odii e violenze che rischia di travolgere la coscienza di tutti noi».

«È durante il tempo dell’alluvione che bisogna mettere in salvo la semente» recita lo slogan evocato attorno alla tomba del «profeta di pace e accoglienza dei nostri giorni», che apre il documento “Noi non ci stiamo”, firmato tra gli altri da mons. Giovanni Ricchiuti (presidente Nazionale di Pax Christi Italia e vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti), don Renato Sacco (parroco, coordinatore Nazionale Pax Christi), don Nandino Capovilla (parroco a Marghera, Campagna “sulle soglie senza frontiere”) e don Tonio Dell’Olio (presidente Pro civitate Christiana, Assisi).

Nelle prime settimane di governo si sono moltiplicate le sparate e le iniziative contro migranti e organismi umanitari del ministro Matteo Salvini, nell'ambito di una strategia (più di comunicazione che politica) premiata anche in occasione delle amministrative concluse con i ballottaggi di domenica scorsa.

«Sentiamo di non poter tacere di fronte ad affermazioni e scelte – dice Pax Christi – che minano le fondamenta della dignità umana e della convivenza civile. Insieme ad altre voci che in queste ore si sono levate vogliamo anche noi esprimere la nostra indignazione» di fronte alla guerra tra poveri che aumenta l'odio senza risolvere i problemi.

In particolare, hanno destato allarme, scrivono i pacifisti cattolici, «la chiusura dei porti come scelta ipocrita di fronte al dramma di tante persone»; «il linguaggio violento e mistificatorio (“è finita la pacchia…”) che alimenta un clima di crescente intolleranza e suscita comportamenti violenti, xenofobi, razzisti e omofobi»; la proposta del «censimento dei rom, pratica incostituzionale che evoca tragicamente le leggi razziali di 80 anni fa»; «la richiesta alla Nato per una alleanza difensiva nel Mediterraneo»; «la vergognosa riduzione ad un problema meramente familiare dell’omicidio di Giulio Regeni, per privilegiare le convenienze economiche nei rapporti con l’Egitto»; «la falsa illusione che la sicurezza personale sia legata sempre più al possesso ed all’uso senza regole delle armi»; «la solidarietà considerata un crimine, piuttosto che un valore da promuovere».

Di fronte all'attacco indiscriminato contro diritti e culture di solidarietà di «alcuni ministri di questo governo» (Pax Christi non fa mai il nome di Salvini), «ci auguriamo che si alzino molte altre voci indignate in ambito ecclesiale, nella società civile e nel mondo politico». Da parte nostra, aggiungono i firmatari, «ci impegniamo a custodire e promuovere la buona semente della dignità di ogni essere umano, della tutela dei diritti umani per tutti, secondo lo spirito della Costituzione; della costruzione della pace e della nonviolenza.


Per adesioni e informazioni:

Segreteria Nazionale di Pax Christi: 055/2020375 – info@paxchristi.it – www.paxchristi.it

Coordinatore Nazionale di Pax Christi: d. Renato Sacco 348/3035658 drenato@tin.it

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