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L'odio e i suoi anticorpi. Il

L'odio e i suoi anticorpi. Il "caso Lodi" e l'analisi del sociologo Ambrosini

Considerazioni tutto sommato ottimistiche quelle del sociologo delle migrazioni Maurizio Ambrosini (Università di Milano, direttore della rivista Mondi migranti) il quale, sul sito della rivista dei gesuiti Aggiornamenti Sociali, riflette su clima xenofobo e politiche discriminatorie.

A dare il la alla riflessione di Ambrosini è il “caso Lodi”, dove un regolamento della giunta locale guidata dalla sindaca leghista Sara Casanova chiede ai soli genitori di bambini stranieri una documentazione aggiuntiva e difficilmente producibile, di fatto per escludere i bambini non comunitari dalle agevolazioni per mense le scolastiche e gli scuolabus.

Il caso ha destato il pubblico sdegno dell'opinione pubblica italiana, e questo – insieme alla colletta nazionale che ha reperito, almeno fino a Natale, i fondi necessari per sostenere i servizi per i bambini esclusi – sarebbe secondo Ambrosini il segnale incoraggiante, di cui il Paese ha un grande bisogno.

Anche perché, sottolinea l'autore, di “casi Lodi” in Italia che ne sono davvero molti, nascosti tra le pieghe delle legislazioni di Regioni e Comuni, a cominciare dal provvedimento veneto per escludere i figli di stranieri dai buoni libri, che pure ha fatto molto discutere a margine del dibattito su Lodi.

In realtà questo stratagemma sembra diffuso su scala mondiale: «In diversi Paesi – scrive il sociologo di Milano – le autorità nazionali fanno pressione sulle autorità locali per indurle a irrigidire i controlli e a escludere gli immigrati in condizione dubbia o irregolare da vari servizi sociali. Di nuovo gli Stati Uniti ne sono un esempio, con il braccio di ferro fra Trump e quelle che si definiscono “città santuario”, come New York, indisponibili a collaborare alle politiche di repressione dell’immigrazione non autorizzata. In Italia invece un numero crescente di municipalità e regioni inasprisce le politiche nazionali, introducendo controlli aggiuntivi, aggravamenti burocratici, dispositivi di esclusione degli immigrati da alcuni servizi e benefici».

L'aspetto incoraggiante, ribadisce tuttavia Ambrosini, è bene rappresentato dalla «mobilitazione senza precedenti» scatenata dopo il “caso Lodi”, la quale dimostra che «le politiche di esclusione non raccolgono solo consensi, e su internet non parlano solo i megafoni dell’odio. Molte forze della società civile vedono oggi nelle questioni dell’immigrazione e dell’asilo un campo di battaglia decisivo per l’affermazione dei diritti umani e la difesa dei valori costituzionali».

Infine Ambrosini ricorda che «la democrazia non consiste solo nel voto che elegge una maggioranza, ma in una società rispettosa dei suoi principi fondativi e delle convenzioni internazionali che ha sottoscritto. Per fortuna c’è chi se ne ricorda e si impegna per difenderli».

* Foto di Andrea Floris, tratta dal sito Flickr, licenzaimmagine originale. La foto è stata ritagliata. Le utilizzazioni in difformità dalla licenza potranno essere perseguit

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