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Le mani del governo sulle rimesse dei migranti: 62 milioni in meno ai Paesi poveri

Le mani del governo sulle rimesse dei migranti: 62 milioni in meno ai Paesi poveri

La notizia, diffusa oggi da Avvenire, è emblematica dell'azione di un governo ostaggio delle forze populiste e xenofobe. Sotto i riflettori del quotidiano dei vescovi l'emendamento leghista al decreto fiscale votato ieri da Lega e Movimento 5 Stelle, che prevede l'introduzione di una tassa dell'1,5% sui trasferimenti di denaro superiori a 10€ verso Paesi non Ue. L'emendamento esclude dal pagamento della tassa le operazioni commerciali e colpisce esclusivamente le persone che, grazie ad operazioni di money transfer, inviano ai propri cari parte del denaro guadagnato in Italia. E così il governo giallo-verde, in questo periodo particolarmente assetato di denaro, decide di fare cassa sulla pelle dei migranti, prendendo di mira, dice Avvenire, «chi ha più bisogno: le popolazioni dei Paesi poveri che vivono grazie alle rimesse dei loro familiari emigrati in Italia».

La tassa prevista dal governo si aggiungerà alla già esosa commissione degli operatori, che viaggia intorno al 6% con punte del 10%, aggiunge il quotidiano, andando ad impoverire di circa 62 milioni di euro l'anno le rimesse, quello strumento cioè di sostegno alle economie più povere di Asia, Africa e America Latina che negli anni, numeri alla mano, si è dimostrato ben più potente della cooperazione internazionale. Un meccanismo che il governo dovrebbe agevolare e sostenere anche nell'ottica del contenimento dei flussi migratori per “motivi economici”, sottolinea Avvenire, visto che proprio grazie alle rimesse dei migranti molte famiglie decidono di non abbandonare la proria terra.

Soldi guadagnati da migranti, che aiutano i poveri “a casa loro”, e che a causa di questo emendamento, finiranno invece nelle casse dello Stato. Ancora una volta il governo a trazione leghista mette in campo misure punitive, inique e soprattutto controproducenti.

C'è anche un altro rischio, si legge ancora su Avvenire: «Oltre ai problemi di equità, la misura potrebbe essere controproducente anche sul piano della trasparenza delle transazioni. È vero che nell’arcipelago dei money trasfer si annidano anche fenomeni di opacità e illegalità ma la nuova tassazione rischia di spingere altre risorse verso percorsi più nascosti e ancora meno controllabili». Come denunciava Bankitalia in un'indagine del 2016, proprio a causa dei costi eccessivi dei trasferimenti, un terzo delle rimesse degli immigrati viaggia attraverso canali informali: insieme agli stessi extracomunitari, quando ritornano a casa, ma anche grazie ai servizi offerti da reti criminali clandestine, italiane e straniere.

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