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10, 100, 1.000 Orlando. Il Centro per la Pace di Viterbo chiama i sindaci contro il Decreto sicurezza

10, 100, 1.000 Orlando. Il Centro per la Pace di Viterbo chiama i sindaci contro il Decreto sicurezza

VITERBO-ADISTA. "Con il sindaco di Palermo, per i diritti umani, per la legalità che salva le vite, per la democrazia e la civiltà". Così titola il Centro per la Pace di Viterbo un comunicato che è tutto un auspicio e una sollecitazione perché si moltiplichino azioni e prese di posizione di sindaci e di semplici cittadini  contro il Decreto Sicurezza come ha fatto Leoluca Orlando. «Ho dato disposizione formale agli uffici comunali – ha detto il sindaco di Palermo nella conferenza stampa di ieri, 2 gennaio, annunciando il suo provvedimento – di sospendere l’applicazione di questo decreto in attesa di approfondimenti perchè non posso essere complice di una violazione palese di diritti umani, quelli previsti dalla Costituzione, come il diritto all’istruzione a alla salute nei confronti di persone che ad oggi sono legalmente presenti sul territorio nazionale». «In un quadro di riferimento che alimenta, con il contributo di questo governo, l’odio contro i diversi il decreto 132 del 2018 costituisce – ha denunciato – un esempio di provvedimento disumano e criminogeno».

«Si tratta di un provvedimento disumano – ha spiegato Orlando – perchè, eliminando la protezione umanitaria, toglie ogni residuo di comprensione nei confronti del dramma dei migranti ma anche criminogeno perchè trasforma in "illegale" la posizione ‘legale’ di chi ha regolarmente un permesso di soggiorno. Un permesso che viene ottenuto per ragioni umanitarie e che alla scadenza non può essere riconfermato perchè non c’è più la protezione umanitaria. Un permesso – ha aggiunto il sindaco palermitano – che viene dato per effetto di un contratto di lavoro e che viene meno appena scade, senza i sei mesi necessari per potere trovare nuovo lavoro».

10, 100, 1.000 Orlando è perciò l'appello di Peppe Sini del Centro per la Pace viterbese. Questo il testo del suo comunicato:

«Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha smascherato la follia e la disumanità dell'incostituzionale, anomico e criminogeno "decreto sicurezza" del governo razzista e golpista.

Il sindaco di Palermo, con la forza della verità, ha dato mandato agli uffici comunali di continuare a rispettare i diritti umani, la legalita' che salva le vite, la Costituzione repubblicana, la democrazia e la civiltà.

Che in tutta Italia migliaia di sindaci, con la forza della verita', con la scelta della nonviolenza, in difesa della legalità che salva le vite, facciano la stessa cosa.

Che in tutta Italia milioni di cittadini, con la forza della verità, con la scelta della nonviolenza, in difesa della legalità che salva le vite, insorgano contro la scellerata follia delle persecuzioni razziste, insorgano contro tutte le violenze, insorgano in difesa della vita, della dignità e dei diritti di tutti gli esseri umani, insorgano in difesa della Costituzione della Repubblica italiana.

Il razzismo è un crimine contro l'umanità.

Siano revocate tutte le misure razziste ed incostituzionali imposte da un governo razzista e golpista.

Si dimetta il governo della disumanità.

L'Italia è una Repubblica democratica, uno Stato di diritto, un Paese civile.

Salvare le vite è il primo dovere».

*Foto di NiloGlock, tratta da Wikipedia immagine originale e licenza

 

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