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"Spagna e Vaticano chiedano perdono per la Conquista!". La lettera del presidente del Messico

CITTÀ DEL MESSICO-ADISTA. «Ho inviato una lettera al re di Spagna e un'altra lettera al Papa» perché «chiedano perdono ai popoli originari per le violazioni di ciò che ora è noto come diritti umani: ci sono stati omicidi e imposizioni. La cosiddetta conquista è stata fatta con la spada e con la croce». Lo ha reso noto, in un video inviato alle reti sociali, il presidente del Messico Andrés Manuel López Obrador, detto Amlo, secondo il quale «quello che è certo è che fu un’invasione e che si commisero molte arbitrarietà, si sottomisero popoli che abitavano la terra che ora conosciamo come la nostra America».

López Obrador ha assicurato che anch’egli chiederà perdono ai popoli originari - come gli yaquis, a Sonora, e i maya, nell penisola dello Yucatán – i quali, a partire dalla Conquista, hanno sofferto repressione e sterminii. Spera anche che il 2021, a 200 anni dall’Indipendenza e 500 dalla caduta di Tenochtitlan nelle mani dei conquistatori, sia riconosciuto con l’Anno della Riconciliazione Storica. Atto che però esige prima una richiesta di perdono.

Il 25 marzo, la Spagna ha respinto «con tutta fermezza» – ma nel solco delle esistenti relazioni positive – la richiesta di Amlo, lamentando «profondamente che sia stata resa pubblica» la lettera inviata a re Filippo VI. «Il governo di Spagna reitera – conclude il governo spagnolo – la sua disposione a lavorare insieme con il governo del Messico e a continuare a costruire il quadro appropriato per l'intensificazione delle relazioi di amicizia e cooperazione esistenti fra i nostri due Paesi, che ci permetta di affrontare con una visione condivisa le sfide future».

*Il presidente del Messico in una foto di Eneas De Troya, tratta da Wikimedia Commons, immagine originale e licenza

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