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Eye On Buy: la community che valuta le aziende e consente consumi responsabili

Eye On Buy: la community che valuta le aziende e consente consumi responsabili

Un occhio critico sui tuoi acquisti: “Eye On Buy” è il nuovo portale social nato da un’idea dell’associazione NeXt-Nuova Economia – con il contributo della Fondazione Cariplo – che, attraverso un algoritmo indipendente, misura e valuta la responsabilità sociale e ambientale delle aziende, consentendo ai cittadini più sensibili di effettuare consumi, di beni e servizi, più consapevoli e sostenibili. I consumatori possono anche interagire con la piattaforma, raccontando la propria esperienza alla comunità ed entrando in contatto con le aziende stesse per risolvere eventuali problemi attraverso lo strumento del “reclamo”.

In un’ottica di trasparenza e di responsabilità, Eye On Buy si rivela uno strumento prezioso anche per le aziende stesse, perché fornisce informazioni indispensabili per orientare le proprie strategie, premia e quindi stimola i comportamenti sostenibili a livello sociale, ambientale e occupazionale, incentivando il rapporto con i propri clienti.

Il comitato promotore della startup sociale è composto da 25 personalità del mondo accademico e dell’associazionismo. Tra loro, per esempio, ci sono Leonardo Becchetti (ideatore e presidente di Eye On Buy, economista, della rete NeXt e docente all’Università di Roma Tor Vergata), Antonio Gaudioso (Cittadinanzattiva), p. Francesco Occhetta (gesuita di Civiltà Cattolica), Ermete Realacci (ambientalista, politico, fondatore di “Symbola-la Fondazione per le qualità italiane” che si occupa di innovazione e sviluppo, sostenibilità e territorio), Roberto Rossini (Acli) e Stefano Zamagni (Economia Civile).

Per un nuovo modello di economia

Il sito eyeonbuy.org chiarisce bene le intenzioni alla base di questo progetto, «che coinvolge cittadini e aziende» «per creare una community di cittadini e organizzazioni che vogliono realizzare “dal basso” un nuovo modello di economia basato sull'informazione e sul dialogo». È dunque il sogno di una «nuova economia» ad animare i passi della nuova startup: un’economia che, superando la logica mercantilista del profitto e della concorrenza spietata, mette al centro le persone, l’ambiente, la dignità del lavoro, la salute, il coinvolgimento partecipativo e informato del consumatore, la democrazia e la solidarietà sul posto di lavoro, il rispetto di tutti i protagonisti della filiera produttiva. «Una economia – si legge sul sito – dove le aziende sono aperte al dialogo e condividono le loro strategie con tutti i portatori di interesse quali i dipendenti, i clienti, i fornitori, la comunità locale, e sono proiettate verso la creazione di valore condiviso. Una economia dove la finanza è finalizzata allo sviluppo dell’economia reale e non alla speculazione. Una economia attenta alle generazioni future e allo sviluppo sostenibile. In sintesi una economia “generativa” in grado di contribuire alla ricchezza di senso ed alla soddisfazione di vita di tutti».

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