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Incendio nel campo migranti a Lesbo: le responsabilità dell'Europa. La denuncia di Oxfam

Incendio nel campo migranti a Lesbo: le responsabilità dell'Europa. La denuncia di Oxfam

«La tragedia di Lesbo è il simbolo del fallimento dell’Europa», dichiara Oxfam Italia dopo il devastante incendio che ha colpito il popolatissimo campo migranti nell’isola greca. Per questo ieri 9 settembre ha lanciato un “Appello per un’inchiesta sulle responsabilità dell’Unione Europea, dopo che un incendio ha distrutto il campo di Moria a Lesbo”. Di seguito il comunicato stampa.

6 mila migranti rimasti senza un riparo, è questo il primo bilancio dell’incendio che ha completamente distrutto nelle ultime ore il campo di “Moria” a Lesbo, incluse le tende allestite fuori dal campo ufficiale dove in migliaia sopravvivevano fino a ieri in condizioni disumane, privati quasi completamente di qualsiasi servizio essenziale.

«La tragedia che si sta consumando a Lesbo è il simbolo del fallimento delle politiche adottate dall’Unione europea e dagli stati membri nella gestione della crisi migratoria negli ultimi anni – ha dichiarato Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia. – Senza ignorare le responsabilità del Governo greco, adesso serve un’immediata indagine da parte del Parlamento europeo che accerti le responsabilità delle istituzioni europee e dei suoi Stati membri, che hanno portato alla pessima gestione dei campi sponsorizzati dall’UE nelle isole greche. In particolare nel campo di Moria, dove fino a ieri, dopo l’esplosione della pandemia da coronavirus, vivevano ammassati più di 12 mila uomini, donne e bambini in uno spazio concepito per meno di 3 mila persone. Un’indagine che deve riguardare adesso la gestione di tutti gli hotspot creati sulle isole greche, con l’obiettivo di prevenire il ripetersi di tragedie come questa e di garantire finalmente la tutela dei diritti umani dei migranti”.

Di fronte a questa situazione, la Commissione europea ha annunciato questa mattina che l'Ue finanzierà il trasferimento immediato e la sistemazione sulla terraferma dei 400 minori non accompagnati che ancora rimangono sull'isola.

“Tutto questo si poteva prevenire, la speranza è che adesso si inneschi un’immediata inversione di rotta. – ha aggiunto Spyros-Vlad Oikonomou del Greek Council for Refugees - L'annunciato trasferimento di tutti i minori non accompagnati di Moria nella Grecia continentale è un primo passo importante, adesso però è quanto mai urgente un immediato trasferimento di tutti i migranti intrappolati nelle isole greche negli altri Paesi europei”.

Un passo che, sottolineano le due organizzazioni, potrà essere realizzato solo con una completa assunzione e condivisione di responsabilità da parte di tutti gli Stati membri dell’Unione, Italia inclusa.

*Foto tratta da needpix.com, immagine originale e licenza

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