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Malta proscioglie Neville Gafà: aveva minacciato Nello Scavo di Avvenire e l’ong Mediterranea

Malta proscioglie Neville Gafà: aveva minacciato Nello Scavo di Avvenire e l’ong Mediterranea

LA VALLETTA-ADISTA. Insufficienza di prove. Con questa motivazione il Tribunale di La Valletta (Malta) ha prosciolto Neville Gafà, noto faccendiere ed esponente di primo piano dello staff dell’ex premier maltese Joseph Muscat, per le minacce proferite via Twitter nei confronti del giornalista di Avvenire, Nello Scavo, di Alarm Phone e di Mediterranea Saving Humans.

«Fermate i vostri sporchi affari. Altrimenti vi fermiamo noi», aveva scritto su Twitter Gafà il 27 giugno scorso. Commenta l’ong Mediterranea: «Cercava di intimidire chi gli stava chiedendo conto del ruolo da lui ricoperto nei respingimenti nel Mar Mediterraneo centrale». Respingimenti che Mediterranea Saving Humans ha più volte denunciato; e che Nello Scavo ha documentato sulle pagine di Avvenire accusando il governo maltese di essere coinvolto in una strategia di pushback illegali insieme alla Guardia costiera libica e con il beneplacito delle autorità europee. È stato proprio Nello Scavo, basandosi su un report redatto da Alarm Phone, Mediterranea e Sea Watch, a raccontare quello che è accaduto tra il 10 e il 15 aprile 2020 nelle acque Sar della zona maltese, quando le autorità de La Valletta hanno organizzato un respingimento di massa negando il soccorso a 63 naufraghi, dodici dei quali sono morti in mare: la strage di Pasquetta.

«Per il Tribunale maltese quelle intimidazioni non sono mai esistite – prosegue Mediterranea –. La presunta ambiguità del tweet di Gafà non consente di certificare che stesse minacciando realmente Nello Scavo, Alarm Phone o Mediterranea. L'ex direttore di gabinetto del primo ministro di Malta è stato così assolto. È sconcertante che in uno Stato che si dice di diritto, membro dell’Unione Europea, siano tollerate minacce di questo tipo. Minacce che tentano di mettere a tacere le denunce di coraggiosi giornalisti e delle organizzazioni umanitarie. In quale Stato di diritto, che può realmente definirsi tale, è possibile tollerare tutto questo? Si può parlare realmente di diritto se giorno dopo giorno viene ostacolato il lavoro di chi testimonia le ingiustizie perpetrate nel Mar Mediterraneo centrale? Diamo la nostra piena solidarietà al giornalista Nello Scavo. Non ci sarà minaccia che potrà fermarci o farci desistere. Continueremo a denunciare chi lede quei diritti inviolabili che dovrebbero essere il fondamento di ogni democrazia. E continueremo a difendere chi si batte per un'informazione libera che non cede alle pressioni o alle intimidazioni».

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