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L'Argentina approva la legge sull'aborto. La soddisfazione del presidente, la pena del papa

L'Argentina approva la legge sull'aborto. La soddisfazione del presidente, la pena del papa

Ieri, con 38 voti a favore, 29 contrari e un astenuto anche il Senato argentino, dopo la Camera dei Deputati, ha approvato la legge per la regolamentazione dell’aborto. Dunque, ora, nel Paese più cattolico del Sudamerica è possibile interrompere la gravidanza fino alla 14 settimana, e anche oltre se la gravidanza è frutto di violenza o mette a rischio la vita della gestante. L’Argentina, terzo più grande Paese dell’America Latina, va ad aggiungersi agli altri Paesi del continente sudamericano che hanno depenalizzato l’aborto: Uruguay, Cuba, Città del Messico, lo Stato messicano di Oaxaca, le Antille e la Guayana Francese.

Ha espresso soddisfazione il presidente della Repubblica Alberto Fernández: «L’aborto sicuro, legale e gratuito è legge – ha dichiarato –. Mi ero impegnato perché questo avvenisse… Oggi siamo una società migliore che amplia i diritti delle donne e garantisce la salute pubblica».

La stampa internazionale, come quella italiana, ha messo in evidenza che la legalizzazione dell’Ivg in Argentina è una sconfitta per papa Francesco, che dell’Argentina è “figlio”. E ha messo in relazione con l’approvazione della legge un tweet che il papa ha postato mentre la legge era quasi giunta al momento della votazione. «Il Figlio di Dio – ha scritto il papa – è nato scartato per dirci che ogni scartato è figlio di Dio. È venuto al mondo come viene al mondo un bimbo, debole e fragile, perché noi possiamo accogliere con tenerezza le nostre fragilità».

Il papa si era già espresso sulla questione quando, il 22 novembre scorso, ha risposto alla lettera inviatagli da due argentine che, a nome di quanti si oppongono all’interruzione volontaria di gravidanza, gli avevano chiesto di intercedere contro il progetto di interruzione della gravidanza prima del dibattimento parlamentare. L'aborto «non è una questione principalmente religiosa, è una questione di etica umana, prima di qualsiasi confessione religiosa», aveva scritto, aggiungendo che «è bene porsi due domande: è giusto eliminare una vita umana per risolvere un problema? È giusto assumere un sicario per risolvere un problema?». Il Paese, concludeva, deve essere «orgoglioso di queste donne».

*Manifestazione pro-legalizzazione dell'aborto in Argentina, 24 lugio 2018. Foto di María Belén Altamirano tratta da Commons Wikimedia, immagine originale e licenza

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