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La barriera architettonica può restare dov'è. Lo strano caso della Chiesa Madre di Petronà

L’abbattimento delle barriere architettoniche è doveroso. È pratica encomiabile e realtà diffusissima, dai marciapiedi agli uffici pubblici, alle scuole. E alle chiese. Tutte o tantissime meno una, quella del paese collinare di Petronà, poco più di 2.500 abitanti in provincia di Catanzaro. «La comunità attende da più di due anni dai Beni Culturali di Cosenza il permesso per il sacrosanto diritto di abbattere le barriere architettoniche nella propria chiesa». Di questo ci mette a parte don Giorgio Rigoni, parroco della Chiesa Madre di San Pietro e Paolo - presenza imponente, facciata in pietra e interno a tre navate, edificata nel 1796 -, inviandoci un articolo che ha pubblicato su Iacchite’ il 9 febbraio.

Il progetto dell’abbattimento della barriere architettoniche parte dal 2015, racconta Rigoni «per venire incontro agli ultimi come a qualsiasi persona bisognosa: un anziano, un ammalato, una mamma incinta, una mamma che vuole entrare in chiesa con il bambino in carrozzella, insomma a tutti».

«Ho fatto infiniti viaggi da Petronà a Cosenza, almeno dieci, (andata e ritorno sono quattro ore!)» per incontrare architetti, sovrintendenti, «per non parlare delle telefonate, delle email e delle pec (…). Mai una risposta!».

O per lo meno una risposta infine arriva: «è Il No definitivo alla nostra richiesta arriva in data 22.XI.2018 e le motivazioni sono, a mio parere – scrive don Giorgio – cervellotiche… “si consiglia di esplorare soluzioni relative all’uso di montascale mobili per disabili, o, quant’altro si ritenga conforme alle istanze di tutela e conservazione dei beni culturali”».

Don Giorgio però non si arrende, ha la legge dalla sua parte. «La legge riguardante “I luoghi di culto” è più che chiara: (Gazzetta Ufficiale 16.V.2008 pag. 55 3.4) e recita: “Al di là dell’obbligo normativo di rendere accessibile almeno un’area dell’aula per le celebrazioni, sarebbe opportuno, compatibilmente con la configurazione dei luoghi, rendere accessibile anche la zona dell’altare perché gli stessi celebranti potrebbero essere persone con disabilità…”. Ancora la legge: “In alternativa si può fare ricorso ad un ingresso laterale inserendo gli interventi su un prospetto di minore importanza storico-artistica o, in ultima analisi, fare ricorso ad ingressi secondari…” (Gazzetta Ufficiale del 16.V.2008 pag. 56)».

Ricomincia l’andirivieni, continuano telefonate e incontri, email e pec, il rimpallo di competenze e responsabilità è tutto da leggere (Petronà, da porta santa a porta “maledetta”). E comunque nulla da fare: «Burocrati ciechi, muti, sordi: le classiche scimmiette! – commenta arrabbiato don Giorgio Rigoni –. In questa nostra martoriata Calabria questa è lotta di civiltà e di buon senso ma pare che questi “signori” l’abbiano persi per strada!».

La cosa curiosa – non è il parroco che vi fa menzione – è che nella home page del Comune di Petronà compare il seguente avviso:

«Avviso contributi superamento barriere architettoniche - Legge 8/1/1989, N. 13 E SS.MM.II Fondo speciale per il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati», con la possibilità di cliccare sul tasto “Richiesta” per poterne usufruire.

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