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"Viandanti" e Sinodo italiano: metodo, contenuti, sogni

Il dibattito su un possibile cammino sinodale per la Chiesa in Italia, accennato già oltre due anni fa, si è fatto più pressante in seguito alle incalzanti sollecitazioni di papa Francesco, lo scorso 30 gennaio, in occasione dell’incontro per i 60 anni dell’Ufficio Catechistico Nazionale della Conferenza episcopale italiana.

Il punto di partenza, spiega il presidente dell’associazione Viandanti, Franco Ferrari, in un editoriale sul sito dei Viandanti, è quel Convegno di Firenze di cui si sono «perse le tracce rapidamente». «Nel Convegno di Firenze – dice il papa – c’è proprio l’intuizione della strada da fare in questo Sinodo. Adesso, riprenderlo: è il momento. E incominciare a camminare».

La Cei ha raccolto la sollecitazione di Francesco, spiega ancora l'editoriale, ed ha avviato una riflessione interna in più tappe che porterà la prossima Assemblea generale (24-27 maggio) a definire meglio i contorni di quello che sarà «il cammino sinodale, le sue modalità di attuazione e i tempi di realizzazione».

«Possiamo ritenere che la prudenza con la quale si muove il cardinale presidente – interpreta l’editoriale – esprima le difficoltà del dibattito interno all’episcopato su questa proposta. Oltre ad una difficoltà che potremmo definire culturale (nei vescovi, nei presbiteri, come nei laici) perché legata a un modello di Chiesa piramidale, qualche preoccupazione arriva sicuramente anche dai temi in discussione al Sinodo tedesco».

Prima ancora di parlare dei contenuti, più o meno difficili da digerire, l'editoriale tiene a precisare l’importanza del metodo, che deve contemplare il «percorso sinodale» e la «libertà di parola». Secondo Ferrari, deve essere un «cammino dal basso», come ha detto anche il papa, «comunità per comunità, diocesi per diocesi». Qualcosa di molto diverso, insomma, dalle Settimane sociali o dai Convegni ecclesiali nazionali.

Passando ai temi del cammino sinodale italiano, l’editoriale parla di donne, formazione dei presbiteri, centralità della Parola, omosessuali, laici, poteri al consiglio pastorale, riforma della parrocchia, viri probati, partecipazione all’elezione dei vescovi, pedofilia del clero, rinnovamento delle forme celebrative, ecc.

Infine, Ferrari propone «alcune scelte caratterizzanti che già si collochino sulla strada di novità dell’“improrogabile rinnovamento ecclesiale” auspicato nella Evangelii gaudium». Per esempio, scrive, «lo strumento di consultazione (scaletta o questionario) dovrebbe essere segnato più dalla volontà di sollecitare il libero scambio che dalla preoccupazione di incanalare la discussione su un preconfezionato elenco di temi»; la consultazione, poi, «dovrebbe riguardare tutte le comunità (laiche e religiose), le associazioni e i gruppi spontanei o le semplici associazioni di fedeli» e dovrebbe essere coordinata da laici e presbiteri insieme.

l’editoriale propone anche che «la sintesi della consultazione, da sottoporre poi al vescovo», venga «elaborata da un’équipe “terza”, che non abbia avuto niente a che vedere con l’organizzazione della consultazione, per garantire il massimo di indipendenza ed evitare “limature”, “addolcimenti”, piccole censure che tolgono nerbo a molti dei nostri documenti e spesso violentano la realtà».

«I sogni a volte si avverano», conclude il presidente dell’Associazione Viandanti: «Sognare – dice Francesco – è aprire le porte al futuro. Essere fecondi nel futuro».

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