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Contro le «politiche razziste» di Europa e Italia, torna in piazza la campagna

Contro le «politiche razziste» di Europa e Italia, torna in piazza la campagna "Digiuno di giustizia"

ROMA-ADISTA. Domani 9 giugno torna in piazza Montecitorio la campagna “Digiuno di Giustizia in solidarietà con i migranti”, avviata oltre due anni fa dal missionario comboniano p. Alex Zanotelli, dall’ex vescovo di Caserta mons. Raffaele Nogaro, da don Alessandro Santoro della Comunità delle Piagge di Firenze, da p. Giorgio Ghezzi e da suor Rita Giaretta, che lavorano con i migranti e con le donne vittime di tratta e sfruttamento sessuale (v. Adista Notizie nn. 27-28, 35 e 39/18; 15, 26, 29 e 43/19; Adista Segni Nuovi n. 7/21; e Adista online del 6, 10, 25 e 30 settembre, 2 e 29 novembre 2018; 8 gennaio, 5 febbraio, 6 marzo, 8 aprile, 7 maggio, 3 e 8 giugno, 2, 3, 12, 23 e 29 luglio, 4 agosto, 11 e 30 novembre 2019; 20 gennaio; 3, 6 e 14 febbraio; 3 marzo 2020; 28 giugno 2020; 8 settembre 2020; 11 novembre 2020; 1 dicembre 2020; 12 gennaio 2021; 1 febbraio 2021; 4 marzo 2021; 4 maggio 2021). Insieme ai partecipanti al Digiuno di giustizia (i credenti celebreranno una messa in una delle cappelle laterali delle basilica di San Pietro, alle 11), ci sarà anche il Cantiere Casa Comune, «per esprimere davanti al Parlamento il nostro dissenso per le politiche razziste portate avanti dalla UE e dal governo italiano». L’appuntamento in piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei deputati, alle ore 12 (e fino alle 14).

«È sotto gli occhi di tutti quello che sta avvenendo nel Mediterraneo, per le politiche di non-accoglienza della UE e del governo italiano», p. Zanotelli, il principale animatore della campagna. «Dall’inizio dell’anno – prosegue – ci sono stati 668 morti identificati, ma sono molti di più a causa di numerosi naufragi  di cui ignoriamo tutto. “Quei poveri corpi galleggianti sono una grande accusa per tutti di omissione di soccorso-ha affermato il cardinale Zuppi. Se non si salva, si uccide.” È chiaro che né l’Italia né la UE vogliono salvare vite umane nel Mare Nostrum. Né Frontex, né Irini sono in mare per salvare vite, anzi! Eppure salvare vite in mare è un dovere fondamentale dello Stato. Invece l’attuale governo italiano fa di tutto per ostacolare le navi salva-vite delle ONG. “Su nove navi - hanno detto i responsabili delle ONG in un incontro con la ministra degli Interni, Luciana Lamorgese -, solo tre sono operative, le altre sono sottoposte a fermo amministrativo o in quarantena.” E hanno affermato che lo scorso anno hanno subito 494 giorni di  “mancata operatività”.“Negoziare con le mafie libiche e delegittimare le ONG - ha detto durante l’incontro il responsabile di Open Arms - non credo sia etico.” Ora anche Open Arms 4 è sotto fermo amministrativo. Mentre è proprio il governo italiano a finanziare la cosidetta Guardia Costiera libica, agevolandola  tramite le nostre motovedette a scovare i barconi dei migranti in fuga dall’inferno libico. E’ un loro diritto e dovere fuggire! E la UE di accoglierli come rifugiati. Mentre negli ultimi cinque anni , almeno 60.000 migranti sono stati riportati nei lager della Libia che, anche l’ONU, definisce “un porto non sicuro”».

Tra poco il Parlamento italiano sarà chiamato a votare la rifinanziarizzazione della Guardia Costiera libica, responsabile di innumerevoli crimini. «Chiedo ai deputati e ai senatori – conclude Zanotelli – di non votare tale provvedimento perché vuol dire condannare a morte migliaia di migranti: non tradite la vostra coscienza! E per tali crimini l’Italia sarà portata davanti ai Tribunali Internazionali e condannata.

Ascoltate questo nostro grido di protesta, corroborato dal digiuno di tante persone laiche e religiose. La via da seguire sia dai credenti che dai laici è quella indicata da papa Francesco nella Fratelli tutti : “Dal primo principio della destinazione comune dei beni , possiamo dire che ogni paese è anche dello straniero, in quanto i beni di un territorio non devono essere negati a una persona bisognosa che provenga da un altro luogo.”».

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