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“Bimbisvegli”, istituzioni dormienti. In sciopero della fame il maestro di Serravalle

“Bimbisvegli”, istituzioni dormienti. In sciopero della fame il maestro di Serravalle

Dallo scorso 6 giugno è in sciopero della fame – si alimenta solo con bevande, succhi e brodo – per difendere un innovativo metodo pedagogico che la dirigente scolastica e il collegio docenti della scuola statale dove insegna hanno bloccato. Lui è Giampiero Monaca, 49enne maestro elementare a Serravalle, una piccola frazione in provincia di Asti – dove insegna da quattro anni –, “inventore” del metodo “Bimbisvegli”, che ora si rivolge direttamente al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, affinché possa proseguire a fare scuola utilizzando il proprio approccio didattico.

Si tratta di un metodo, portato avanti insieme ad altre due docenti della scuola, che si ispira a diversi orientamenti pedagogici del passato: la didattica attiva montessoriana, l’apprendimento cooperativo di Celestin Freinet, la didattica applicata di Mario Lodi, la scuola di Barbiana di don Lorenzo Milani, la pedagogia degli oppressi di Paulo Freire, l’autoeducazione in natura di Robert Baden Powell.

«Da 15 anni sperimento questa pratica educativa che considera i bambini competenti e cittadini attivi, e non vasi vuoti da riempire – spiega Monaca, intervistato dal manifesto (16/7) –. Ho iniziato quando ero maestro ad Asti, poi nel 2017 sono stato trasferito a Serravalle dove, grazie alla collaborazione di alcuni colleghi e all’entusiasmo delle famiglie, il metodo è andato avanti. Da noi non ci sono compiti, non c’è cattedra, ci si dispone tutti in cerchio, si condivide il materiale didattico, si valorizzano gli errori e le forme di autoapprendimento. Si invitano spesso persone esterne, abbiamo incontrato tanti migranti che ci hanno raccontato la loro storia e condiviso il loro sapere, e tanti attivisti per la pace. Per condividere riflessioni e pensieri degli alunni abbiamo creato il sito www.bimbisvegli.net, dove i bambini si sperimentano blogger in erba e mettono in pratica la loro capacità di ragionamento. La pace è il principio e l’insegnamento fondamentale. Usciamo molto all’aperto, la natura è una grande alleata. In realtà non c’è nulla di nuovo in questo metodo: Mario Lodi, don Milani e altri ancora avevano già detto tutto».

Un metodo che però colleghi e colleghe del maestro Monaca, nonché la dirigente scolastica del V circolo didattico di Asti, non apprezzano, nonostante le iscrizioni siano aumentate. Poi le norme anti-covid – con il divieto di scambiarsi materiali didattici e di incontrare persone esterne alla scuola – hanno ulteriormente complicato le cose.

«Dal 2019 – spiega Monaca – il metodo non esiste più nel programma della scuola, il collegio docenti ha votato contro e la dirigente ha sempre evitato di riproporlo. Ma io ed alcuni colleghi siamo andati avanti lo stesso. Alla fine del 2020 sono arrivati rapporti e sanzioni disciplinari a mio carico. Sono stato sospeso per un giorno, e poi, sempre per punizione, per 4 mesi ci è stato impedito di portar fuori i bambini. In seguito ci hanno impedito di allontanarci oltre i 400 metri, poi ci hanno tolto i banchi all’aperto, con la scusa che erano pericolosi (senza però rimetterli a norma). Poi hanno vietato ai bambini di cambiarsi scarpe quando uscivano, perché era “indecoroso” lasciar scarpe fuori e quindi di nuovo ci hanno vietato di uscire. Per finire la dirigente ha tolto anche la storica bandiera della pace perché “non istituzionale”. Abbiamo fatto un presidio di protesta, anche con i genitori, e ci hanno mandato la Digos. Perfino il progetto di scuola estiva non è stato approvato dalla dirigente e non ci è stata concesso il cortile della scuola».

Da qui la protesta delle famiglie – in 43 hanno scritto all’Ufficio scolastico regionale del Piemonte e al ministero dell’Istruzione – e lo sciopero della fame del maestro Monaca, che hanno trasformato la piccola scuola elementare di Serravalle in un caso nazionale, incassando la solidarietà e il sostegno di molti – fra cui quella del comboniano p. Alex Zanotelli, con un videomessaggio su Youtube – facendola entrare anche nelle aule parlamentari, con un’interrogazione del deputato di Leu, Federico Fornaro, che ha chiesto al ministro Bianchi «se non ritenga utile valorizzare l’esperienza di questa piccola scuola e inserire il metodo Bimbisvegli tra le tante realtà di sperimentazione e di valorizzazione delle avanguardie educative».

Pochi giorni fa a Serravalle sono arrivati gli ispettori inviati da viale Trastevere, per comprendere se “Bimbisvegli” sia un metodo didattico innovativo ed efficace oppure no. Intanto però, annuncia Monaca, «lo sciopero della fame andrà avanti. Voglio sapere se sono davvero un cattivo maestro o se questo metodo è importante per far crescere bambini sani e consapevoli e per migliorare la scuola pubblica».

*Foto tratta da Pixabay.com, immagine originale e licenza

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