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Mobilitazione nazionale “Non per noi ma per tutte e tutti!”: il 5 novembre a Roma contro le disuguaglianze

Mobilitazione nazionale “Non per noi ma per tutte e tutti!”: il 5 novembre a Roma contro le disuguaglianze

“Non per noi ma per tutte e tutti!” è lo slogan della mobilitazione nazionale che porterà oltre 600 sigle associative e sindacali, comitati locali e cooperative a piazza Vittorio Emanuele II a Roma, il prossimo 5 novembre, «contro disuguaglianze ed esclusione, per la giustizia sociale e ambientale». Una mobilitazione che sarà «plurale, partecipata, democratica», al di là del colore politico dei partecipanti, ma anche «conflittuale», perché, si legge nell’appello della mobilitazione, «la politica si parla addosso, non risponde ai bisogni reali delle persone e si gioca tutta su politicismo e tatticismo».

A causa delle politiche di austerità imposte dall’Europa, di due anni di pandemia e, infine, dell’aggressione russa all’Ucraina con tutto il suo precipitato di crisi economica, sociale, alimentare ed energetica, la disuguaglianza e l’esclusione sociale nel Paese sono notevolmente aumentate. E le soluzioni messe in campo dagli ultimi governi si sono rivelate inefficaci. Intanto, però, i patrimoni dei super-ricchi continuano a crescere senza sosta.

«L’aumento senza precedenti nella storia della Repubblica delle disuguaglianze e dell’esclusione sociale – spiegano i promotori della mobilitazione – rappresenta un enorme tradimento della nostra Costituzione e un gigantesco rischio per il funzionamento della democrazia. Ma nonostante le prospettive continuino a peggiore, l’impegno a sconfiggere disuguaglianze ed esclusione per garantire “pari dignità sociale” come stabilisce la nostra Costituzione sembra non rappresentare la priorità di nessun Governo e Parlamento degli ultimi 15 anni. Stiamo assistendo a una svolta autoritaria e tecnocratica che sta erodendo i principi della nostra democrazia».

Il manifesto denuncia il modello neoliberista dominante, insostenibile a livello sociale e ambientale, il silenzio dei media, la militarizzazione crescente, che sottrae risorse pubbliche preziose ai veri problemi del Paese, il dilagare di un «welfare sostitutivo mafioso» nei territori più colpiti dalla crisi. Siamo in presenza di un modello di sviluppo, denuncia ancora il testo, «responsabile dell’aumento della povertà, delle disuguaglianze, della precarietà lavorativa, dell’insicurezza sociale e sanitaria, del collasso climatico, delle pandemie e della crisi ecologica. La politica, purtroppo, non solo sembra non avere il coraggio di cambiarlo, ma a quanto pare ci continua a dimostrare ogni giorno di non avere nessuna intenzione di farlo. E se non cambia il modello di sviluppo le nostre prospettive saranno catastrofiche».

Di fronte a questo stati di cose, alle 600 realtà promotrici non resta che lottare, scendere in piazza a Roma e promuovere una mobilitazione sul territorio nazionale per costruire – dal basso, cioè dalla prospettiva delle «vittime di questa crisi sistemica e strutturale» – una nuova visione politica che prenda le mosse dalle situazioni di sofferenza e marginalità sempre più diffuse nel Paese.

I promotori della mobilitazione lanciano infine sette proposte concrete, sette pilastri della loro proposta alla politica italiana. Si parla di rafforzamento del Reddito di Cittadinanza, di riforma del welfare e dei servizi sociali, della tutela del diritto alla casa, dell’istituzione di un salario minimo, di una riconversione ecologica inclusiva, equa e partecipata, del rafforzamento della partecipazione dei soggetti sociali nello sviluppo dei territori, di co-gestione dei beni confiscati alla criminalità, di unità della Repubblica contro l’autonomia differenziata, di accoglienza e integrazione dei migranti contro le politiche di chiusura e di esternalizzazione delle frontiere.

È possibile sottoscrivere l'appello scrivendo all’email 5novembreinpiazza@gmail.com.

Tra le 600 realtà, laiche e cattoliche, che promuovono la mobilitazione (sul sito l’elenco completo in continuo aggiornamento), segnaliamo la presenza di: Forum Disuguaglianze Diversità, Libera, CRS Centro per la Riforma dello Stato, Transform! Italia, Emmaus Italia Onlus, CGIL Roma e Lazio, FIOM Roma e Lazio, Associazione LaudatoSi', Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Cittadinanzattiva (Rieti e Sicilia), Forum Terzo Settore Lazio, Movimento Nonviolento, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale di Roma, AssopacePalestina.

 

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