L'Italia non è un Paese per poveri? Su "Vita Pastorale" la denuncia e la proposta di sant'Egidio
L’editoriale di febbraio di Vita Pastorale, firmato dal presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo, ci ricorda che l’Italia è “Bel Paese ma non per tutti”, visto che «c’è una povertà diffusa di cui occorre capire le cause per predisporne i rimedi».
Il presidente di Sant’Egidio prende le mosse dai recenti dati ISTAT, i quali certificano nero su bianco che «in Italia ci sono troppi poveri. E sono ancora in aumento, anche se leggero: oltre 5 milioni e 700mila cittadini sotto la soglia della povertà assoluta». La cifra, si legge nell’editoriale-denuncia è «impressionante», ma ancora più impressionante è che il dato non sembra far notizia, sui media se ne parla solo raramente, sebbene coinvolga circa il 10% della popolazione italiana. Occorre invece riflettere seriamente sui numeri forniti dall’ISTAT, per non dimenticare gli ultimi, «per capirne le cause, ma soprattutto per predisporne i rimedi».
Si è parlato spesso invece – un motivo di vanto del governo Meloni – dell’aumento dell’occupazione, tanto che ci si sarebbe atteso un conseguente miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. Ma questo «non è avvenuto», afferma Impagliazzo, a fronte dell’inflazione, dell’aumento del costo della vita e dei generi alimentari, della questione abitativa, dell’aumento del costo degli affitti e il disfacimento della sanità pubblica. L’Italia, incalza il presidente di Sant’Egidio citando i dati Eurostat, «insieme alla Grecia, è l’unico Paese dell’Unione Europea che ha visto diminuire il reddito reale delle famiglie rispetto a 20 anni fa».
L’occupazione in Italia, dunque, c’è ma è povera: i redditi da lavoro non stanno al passo con l’aumento del costo della vita e molta gente rinuncia persino a curarsi, o a fare prevenzione, per le liste d’attesa e i costi della sanità privata (5,8 milioni di persone, 1,3 milioni in più dell’anno precedente).
Nell’editoriale, Impagliazzo presenta le proposte della Comunità di Sant’Egidio per far fronte alla crisi: innanzitutto, contro l’aumento del costo della vita, occorre «allargare la platea dei beneficiari dell’assegno di inclusione, che attualmente considera solo le famiglie con minori, disabili o anziani»; contro l’emergenza abitativa, invece, è «necessario finanziare nuovamente il fondo affitti con un capitale appropriato», «allargare il fondo per la morosità incolpevole», «trovare al più presto le risorse per la ristrutturazione delle case popolari inutilizzabili». Infine, contro la crisi sanitaria, occorre pensare a «un allargamento dei rimborsi per le cure odontoiatriche e oculistiche (che rappresentano le prime rinunce di chi ha meno disponibilità economiche, ndr) per chi è in povertà assoluta» e alla «riduzione delle liste d’attesa resta».
Sant’Egidio invita a rispolverare la Legge 33/2023, che è stata «votata da tutti i partiti, ma non ancora finanziata se non in piccola parte. Su questo tema sono necessari un’accelerazione e un impegno urgente per venire incontro alle esigenze delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie».
In particolare, Impagliazzo invita a farsi carico degli «ultimi fra gli ultimi, cioè i senza fissa dimora», a partire dalla “Guida della solidarietà” della Comunità dal titolo Dove mangiare, dormire, lavarsi: «Giunta ormai alla sua 36ª edizione raccoglie tutte le indicazioni di servizi pubblici e privati indispensabili per chi si trova in stato di necessità. È solo l’esempio di un piccolo aiuto fra i tanti, ma prezioso perché dietro c’è l’impegno di tanti amici dei poveri e una cultura di solidarietà che si deve allargare a tutti i cittadini e alle istituzioni, soprattutto nel periodo invernale»
Adista rende disponibile per tutti i suoi lettori l'articolo del sito che hai appena letto.
Adista è una piccola coop. di giornalisti che dal 1967 vive solo del sostegno di chi la legge e ne apprezza la libertà da ogni potere - ecclesiastico, politico o economico-finanziario - e l'autonomia informativa.
Un contributo, anche solo di un euro, può aiutare a mantenere viva questa originale e pressoché unica finestra di informazione, dialogo, democrazia, partecipazione.
Puoi pagare con paypal o carta di credito, in modo rapido e facilissimo. Basta cliccare qui!
