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Fuori e dentro gli Stati Uniti si amplia la condanna della

Fuori e dentro gli Stati Uniti si amplia la condanna della "guerra" di Trump contro Cuba

Si amplia a macchia d’olio l’espressione di solidarietà verso Cuba, sotto embargo da oltre 60 anni e ormai da giorni senza quel combustibile che gli proviene da Paesi produttori, minacciati da Donadl Trump di severe sanzioni se consegnano petrolio all’isola.

Ad Addis Abeba, l’Assemblea dei capi di Stato e di governo dell'Unione Africana (UA) ha approvato il 15 febbraio una risoluzione che condanna il blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti contro Cuba. Non è affatto una novità per l’organismo sovranazionale africano: con questa, sono 17 volte consecutive che condanna l’esclusione di Cuba dai commerci internazionali; ed è la terza volta che viene votato un esplicito appello a rimuovere la nazione caraibica dall'elenco unilaterale e ingiustificato dei Paesi che presumibilmente sponsorizzano il terrorismo, sottolineando la natura arbitraria di tale designazione. In più i convenuti ora hanno in particolare denunciato la portata extraterritoriale della politica statunitense verso Cuba, che estende l'applicazione del Titolo III dell'Helms-Burton Act ad altri Paesi, rafforzando le restrizioni oltre i confini degli Stati Uniti.

Anche all'interno degli Usa in tanti sostengono il diritto alla dignitosa sopravvivenza dell'isola caraibica. Artisti, intellettuali e attivisti come Jane Fonda, Ed Harris, Indya Moore, Roger Waters, Susan Sarandon, Mark Ruffalo, Vic Mensa e Boots Riley sono tra i firmatari della lettera aperta “Un appello alla coscienza: fermate l'attacco crudele di Donald Trump al popolo cubano”. Hanno aderito accademici di Yale, Duke, NYU e Columbia, e più di 20 membri del Consiglio Comunale di New York, tra cui Alexa Aviles, Tiffany Caban e Shekar Krishnan, insieme a legislatori statali. La lettera è firmata inoltre dalla Answer Coalition, The People's Forum, IFCO Pastors for Peace, Movement for Black Lives (M4BL) e il collettivo 50501. La si può sottoscrivere letcubalive.info.

La politica di Trump – e in particolare l’ordine esecutivo che impedisce la vendita di petrolio all’isola – è inammissibile, afferma la lettera: «Cuba non rappresenta alcuna minaccia per gli Stati Uniti. Soggiogare una popolazione con la fame non è diplomazia; è una forma di terrorismo», nonché un’arma di distrazione di dell’opinione pubblica dai problemi interni del Paese.

«Noi – dichiarano i firmatari – insieme a milioni di persone negli Stati Uniti e nel mondo, rifiutiamo questo atto disumano contro il popolo cubano». Nella lettera si sottolinea che le conseguenze del nuovo ordine esecutivo saranno misurate nella sofferenza umana e invita «tutte le persone di coscienza a rifiutare questa crudeltà e a chiedere la fine immediata del blocco».

«Noi, il popolo americano – proclamano infine i firmatari – vogliamo avere rapporti normali con Cuba, trattarla con uguaglianza e rispetto, e soprattutto, vedere Cuba e il popolo cubano come nostri vicini e non come nemici. Viva Cuba! Cuba non è una minaccia!».

*Foto ritagliata di Gage Skidmore tratta da Flickr

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