Primo incontro del "Board of Peace": appello dei “Preti contro il genocidio” degli USA ai loro vescovi
La sezione statunitense di “Preti contro il genocidio” (rete globale di oltre 2.000 preti provenienti da 58 Paesi del mondo), in una lettera aperta del 17 febbraio alla Conferenza episcopale degli Stati Uniti (Usccb), invita i prelati USA a prendere posizione contro il Board of Peace di Donald Trump e a denunciare con forza le sofferenze mai sopite imposte alla popolazione palestinese nella Striscia di Gaza.
Nella missiva diramata in occasione della prima riunione del club trumpiano, che si terrà domani a Washington, i “Preti contro il genocidio USA” chiedono ai vescovi «chiarezza morale riguardo alla convocazione» dell’organismo, sottolineando che l’iniziativa del presidente USA non fa che isolare ed emarginare i palestinesi dalle decisioni sul loro stesso futuro, legittimando peraltro le ingiustizie che attualmente subiscono.
Padre Jacek Orzechowski – francescano, del Comitato Direttivo di “Priests Against Genocide USA” e firmatario insieme agli altri membri del Direttivo – ha dichiarato che «le apparenze possono ingannare. Il popolo palestinese a Gaza continua a essere affamato, ucciso, profondamente traumatizzato, privato dell’accesso all’acqua e alle cure mediche di base. Non si può costruire pace e sicurezza sull’ingiustizia e sulla pulizia etnica, escludendo i palestinesi, garantendo impunità ai criminali di guerra e fornendo loro altre armi, denigrando le Nazioni Unite e riportando in auge un crudo sfruttamento coloniale al miglior offerente».
Alla vigilia del primo incontro del Board i vescovi, si legge nella lettera, devono contribuire a «formare la coscienza della nostra nazione», guidando i fedeli verso «una comprensione evangelica della pace autentica», fondata sulla verità, sulla giustizia e sulla difesa della dignità umana.
Di seguito il testo integrale, in italiano, della lettera appello.
Caro Arcivescovo Coakley,
Le scriviamo come membri di Priests Against Genocide USA, parte di una vasta rete internazionale che comprende 2.200 sacerdoti provenienti da 58 Paesi, insieme a 22 vescovi, arcivescovi e due cardinali. Mentre due milioni di palestinesi a Gaza continuano a implorare misericordia, rivolgiamo un umile appello alla leadership cattolica degli Stati Uniti affinché parli con chiarezza morale e dia una testimonianza coraggiosa di pace e giustizia. In questo contesto, la convocazione del cosiddetto “Board of Peace” da parte del Presidente Trump, prevista a Washington, D.C. il 19 febbraio, evidenzia l’urgente necessità della voce profetica della nostra Chiesa.
Il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, ha già espresso serie preoccupazioni, descrivendo il Board of Peace come “un’iniziativa che sembra essere principalmente volta a proteggere gli interessi delle grandi potenze, senza un reale riconoscimento del popolo palestinese e dei suoi diritti.” Egli ci ricorda inoltre che “Cristo non è assente da Gaza. Egli è lì, crocifisso nei feriti, sepolto sotto le macerie, e tuttavia presente in ogni atto di misericordia, in ogni candela nella notte, in ogni mano tesa verso chi soffre.”
Per questo Le chiediamo, in spirito di preghiera e fedeltà al Vangelo, di contribuire a formare la coscienza della nostra nazione riguardo a questo cosiddetto “Board of Peace” e di ispirare tutte le persone di buona volontà a diventare strumenti di una pace autentica. I Vangeli insegnano che la pace è frutto della verità e della giustizia. Tuttavia, ogni pretesa di pace diventa vuota quando le voci palestinesi sono escluse dai processi decisionali, quando l’ingiustizia sistemica viene normalizzata e quando i diritti fondamentali degli oppressi vengono subordinati a interessi guidati dal profitto. Papa Leone XIV ci ricorda inoltre che il diritto internazionale umanitario, la cooperazione multilaterale e le Nazioni Unite restano pilastri essenziali di una pacifica convivenza globale.
Con filiale stima e fiducia nella Sua guida, La esortiamo a chiamare la comunità cattolica degli Stati Uniti a una conversione quaresimale della mente e del cuore—invocandoci, attraverso la preghiera, il digiuno e l’azione, a stare in solidarietà con il popolo palestinese. Preghiamo affinché Dio rafforzi l’impegno della nostra Chiesa a testimoniare la verità, difendere la giustizia per gli oppressi e costruire percorsi verso una pace autentica in Palestina, in Israele e nelle nostre comunità in tutta l’America.
Sinceramente in Cristo,
Il Comitato Direttivo di Priests Against Genocide USA (p. John Heagle, presidente; p. Martin J. Burnham, PSS; p. Stephen Josoma; p. Elias Mallon, SA; p. Jacek Orzechowski, OFM; p. Bernard Survil; p. Jay Wood, OFM)
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