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Il fascismo culturale degli Usa

Il fascismo culturale degli Usa

Tratto da: Adista Segni Nuovi n° 8 del 28/02/2026

Freckleface Strawberry ha 7 anni, i capelli rossi e molte lentiggini, che le creano disagio, ed è la protagonista del libro illustrato per bambini dell’attrice Julianne Moore. Nel corso della storia impara ad accettare pienamente il suo aspetto, imparando che la sua “diversità” è proprio… come quella di tutte le altre persone! Questo la rende una pericolosa rappresentante dell’ideologia “radicale” nemica della patria, così il libro è tra i 596 banditi dalle scuole gestite dal Ministero della Difesa USA – e potrebbero presto essere coinvolte altre istituzioni. La crociata repressiva di Trump ha dei fondamenti ideologici molto chiari, che sono stati recepiti anche in organismi su cui il suo potere di censura non è diretto: così nell’anno scolastico 2024/25 in 87 distretti scolastici di 23 Stati diversi sono stati proibiti “dal basso” oltre 6.800 libri, per l’anno successivo il Catalogo dei libri proibiti ne registra 3.752, ma si sospetta che il numero inferiore derivi da una sorta di autocensura che opera a monte. L’associazione PEN dà infatti cifre molto più alte: 22.810 casi di censura libraria in 45 Stati. Individuano i libri da proibire dirigenti scolastici, politici o gruppi locali; a volte basta anche la segnalazione di un solo genitore. E sono numeri in continua crescita. Le associazioni per la libertà di parola parlano di una «normalizzazione della censura», che ormai è prassi quotidiana accettata e ricorda la caccia alle streghe del maccartismo, inficiando le libertà costituzionali. Florida, Texas e Tennessee guidano questa triste classifica. Cadono sotto la mannaia prima di tutto i libri che fanno riferimento a tematiche LGBT+, ma anche libri di altro argomento scritti da persone di questi gruppi. Poi qualunque libro con riferimenti al sesso, oltre ovviamente ai libri di area afroamericana. In questo delirante clima da crociata sono stati colpiti anche classici come Cime tempestose di Emily Brontë, I miserabili di V. Hugo, Ritratto dell’artista da giovane di J. Joyce, Mille splendidi soli di K. Hosseini o... enciclopedie illustrate per bambini su cani e gatti!

Tre “Ordini Esecutivi” presidenziali in particolare hanno dettato le linee teoriche di quello che è ormai un vero attacco alle libertà costituzionali fondamentali, uno dei tanti. Il primo, immediatamente dopo l‘ultima elezione: «Difendere le donne dell'estremismo dell'ideologia gender e ripristinare la verità biologica nel governo federale», dove la parola chiave “ripristinare” significa annullare programmi, organismi, sostegno ad iniziative consolidate decise dalle amministrazioni democratiche precedenti e affermare una “verità” non dimostrata ma indiscutibile, in linea con la visione suprematista e MAGA (Make America Great Again), che comporta anche strette regole nel linguaggio: se si parla di sesso si dovrà parlare di una «classificazione biologica individuale immutabile che può essere maschile o femminile». “‘Sesso’ non è un sinonimo e non include il concetto di ‘identità di genere’”, concetto da bandire totalmente.

Il secondo ordine presidenziale – fa impressione vedere la solenne formula di rito «Con l’autorità conferitami come Presidente dalla Costituzione e dalle leggi» usata per questi scopi – ha l’esplicito titolo “Porre fine all’indottrinamento radicale nelle scuole K-12” (dalla scuola materna, Kindergarten alla dodicesima classe). Il documento si appella anche ai genitori perché l’educazione sia finalizzata a «istillare un’ammirazione patriottica per la nostra incredibile Nazione e i valori che sosteniamo» e vuole «liberarli» dall’oppressione di un’educazione che «indottrina i loro figli in ideologie radicali, antiamericane», «sovversive, dannose, false», l’ideologia definita «ideologia dell’equità discriminante», vale a dire che contesta la supremazia dei bianchi e della “normalità” sessuale individuando come gruppi “preferiti” i gruppi “discriminati”, invece di parlare, come va fatto, solo di individui. Un’ideologia che va bandita dai curricula scolastici. Bisogna tagliare i fondi a tutti i programmi di questo tipo e con trastarla in tutti i modi, promuovendo invece l’”educazione patriottica”. A questo scopo viene istituita di nuovo la Commissione presidenziale di controllo – la 1776 Commission - che Biden aveva soppresso.

Il 27 marzo un altro Ordine esecutivo presidenziale, emesso per colpire i Musei storici e in particolare il grande complesso degli Smithsonians a Washington, affrontava il tema della storia: “Ripristinare la verità e la sanità nella storia americana”. Con uno sconcertante rovesciamento di termini il documento condanna «il diffuso e concertato sforzo di riscrivere la storia della nostra Nazione sostituendo fatti oggettivi con una narrativa distorta basata sull’ideologia piuttosto che sulla verità». Un «movimento revisionista» che ha «svalutato i ragguardevoli risultati raggiunti dalla Nazione», e posto «in una luce negativa i suoi principi fondativi e le pietre miliari della sua storia», presentandoli come «intrinsecamente razzisti, sessisti e oppressivi». In altri termini, occultare tutte le ricerche sugli afro-americani, gli schiavi, le minoranze in genere, tutto l’approccio che l’area MAGA sprezzantemente definisce “Woke” (termine nato fra gli afroamericani: restare svegli!).

La censura è stata pesantemente operativa, tanto che si è parlato di “assalto” ai Musei e alle Biblioteche, dove sono stati soppresse Mostre in programma e anche reparti e Mostre permanenti, in una furia suprematista bianca che ha fatto gridare al fascismo ormai in atto, e evocare il clima del Sudafrica dell’apartheid e i roghi nazisti di libri. E non bisogna dimenticare la repressione fortissima che hanno subìto le Università per le mobilitazioni in favore della Palestina: studenti, ma anche docenti espulsi, anche dal Paese, interi Dipartimenti di Studi medio-orientali soppressi. E in Israele, del resto, è imposta nelle scuole dei bambini palestinesi una cancellazione del concetto stesso della loro identità.

In Italia non dobbiamo sentirci tranquilli perché ancora non siamo a questo punto. L’impostazione delle nuove linee-guida ministeriali per l’insegnamento della storia ricorda da vicino i documenti di Trump e sul tema della Palestina si sono già registrati numerosi interventi repressivi diretti mentre l’autocensura dei dirigenti scolastici è dilagante. Ma tantissimo può la consapevolezza dal basso e l’impegno quotidiano in ogni circostanza per contrastare questa pericolosissima deriva. Una forte reazione sta crescendo negli Stati Uniti, con molte associazioni per la libertà di parola in prima fila, ma anche case editrici, biblioteche, librai e gruppi di attivisti. Come ha detto Helen Keller, i cui libri furono bruciati dai nazisti, «La storia ci ha insegnato che non si possono uccidere le idee. Quando i tiranni ci hanno provato, le idee si sono risollevate in tutta la loro potenza e li hanno distrutti». 

 

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