Decreto Bollette: le preoccupazioni del WWF
Nella giornata di ieri, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al testo definitivo del cosiddetto “Decreto Bollette”, con il quale, ha detto la presidente Giorgia Meloni sui social, famiglie e imprese vedranno «ridurre il peso delle bollette» cresciute a dismisura negli ultimi anni, con un «impatto rilevante che garantirà risparmi e benefici diretti nell'ordine di oltre 5 miliardi di euro». Il Decreto annuncia forme di sostegno per le famiglie più vulnerabili; tagli dell’energia e del gas a piccole, medie e grandi aziende; il tanto agognato diasaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas; la possibilità per le aziende di aggregarsi in gruppi d’acquisto per contrattare il prezzo dell’energia direttamente con le aziende e svincolandosi dal mercato; abbassamento degli oneri di sistema, reperendo risorse con l’aumento del 2% dell’Irap alle aziende che producono e vendono energia; lo scorporo del costo degli Ets (Emission Trading System), e cioè lo strumento dell’UE per incentivare la transizione ecologica facendo pagare di più a chi inquina di più, nella determinazione della spesa in rinnovabili.
Dopo le dichiarazioni via social della presidente del Consiglio, il WWF Italia ha diramato una dichiarazione preoccupata proprio relativamente a questo ultimo punto del DL Bollette. Il timore è che venga ribaltato il principio “chi inquina paga”: «Leggeremo con molta attenzione il testo del Decreto Bollette, ma le dichiarazioni della presidente del Consiglio ci hanno suscitato molte perplessità, laddove riconosce la logica del sistema ETS, nato per far pagare gli inquinatori del clima e quindi costringerli ad abbattere le emissioni di CO2, ma poi dice di voler scorporare i diritti ETS dal prezzo dell'energia perché alcuni, quelli che non emettono CO2, non pagano: e questa è una logica esattamente contraria. Vedremo il testo, ma il pericolo che si sia ribaltato il principio chi inquina paga e il pericolo che "lo sconto" vada forse a vantaggio delle imprese, ma a spese delle famiglie e dei ceti medio-bassi è altissimo»
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