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Trump: petrolio russo a Cuba? Perché no?

Trump: petrolio russo a Cuba? Perché no?

Contrordine, compagni! Detto da Donald Trump non è una novità, ma almeno stavolta ne beneficia un popolo, il popolo cubano. Al netto di quel “compagni” (parola immaginiamo assente dal vocabolario trumpiano), il fatto è che lascerà attraccare al porto cubano di Matanzas la nave Sea Horse https://www.adista.it/articolo/75470 , battente bandiera di Hong Kong, carica di 230mila barili di gasolio russo.

A bordo dell’Air Force One, rispondendo a chi gli chiedeva dei rumors in circolazione, il presidente USA ha detto: «Se un Paese vuole inviare del petrolio a Cuba in questo momento, non ho alcun problema, che si tratti della Russia o di qualsiasi altro Paese». Tanto, «Cuba è finita», ha sostenuto: «Hanno un regime pessimo. Hanno una leadership corrotta e pessima, e che arrivi o meno una nave petrolifera non farà alcuna differenza», ha detto Trump. «Preferirei lasciarla entrare, che sia dalla Russia o da chiunque altro, perché la gente ha bisogno di riscaldamento, aria condizionata e di tutte le altre cose necessarie».

Pur esprimendo preoccupazione per i cubani, Trump, come riferisce Reuters (29 Marzo), ha rilasciato una serie di dichiarazioni minacciose contro il governo cubano e ha affermato che avrebbe rivolto maggiore attenzione al Paese, situato a 150 km dalle coste statunitensi, dopo aver affrontato la questione iraniana.

A questo punto, non si sa se sarà consentito anche l’attracco della petroliera Anatoly Kolodkin carica di 730mila barili di petrolio russo. Si calcolava che sarebbe arrivata all’Avana in questi giorni di fine febbraio

Da parte sua, la televisione di Stato locale ha celebrato l’evento affermando che «la Russia concretizza nuovamente l’impegno di aiuto materiale a Cuba».

Il 29 gennaio Trump emanò l’ordine esecutivo di imporre tariffe sui Paesi che vendono petrolio greggio a Cuba, ritenendo l’isola caraibica «minaccia insolita e straordinaria per la sicurezza nazionale e la politica estera degli Stati Uniti», in quanto il governo collaborerebbe con Paesi e gruppi ostili agli Usa. Ordine poi alleggerito con la «licenza generale 46°» rivolta alle «transazioni che supportano il popolo cubano, compreso il settore privato cubano (ad esempio, esportazioni per uso commerciale e umanitario a Cuba)». In queste facilitazioni alle transazioni non si fa cenno del commercio petrolifero.

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