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Patriarcato di Gerusalemme: la legge su

Patriarcato di Gerusalemme: la legge su "Israele Stato del popolo ebraico" è discriminatoria

GERUSALEMME-ADISTA. Il 19 luglio la Knesset, il Parlamento israeliano, promulgava la “Legge della Nazione” che decreta «Israele Stato-Nazione del Popolo Ebraico» (v. Adista Notizie n. 28/18). A distanza di una decina di giorni, il 30 luglio, il Patriarcato Latino di Gerusalemme ha reso pubblica una dichiarazione in cui rileva che il provvedimento «non offre nessuna garanzia costituzionale per i diritti degli autoctoni e delle altre minoranze che vivono nel Paese. I cittadini palestinesi di Israele, che costituiscono il 20% della popolazione, restano totalmente ignorati da questa legge».

«È inconcepibile che una Legge costituzionale – trasecola il Patriarcato – ignori un intero segmento di popolazione, come se i suoi membri non fossero mai esistiti. Anche nel caso in cui tale legge non abbia effetti concreti, essa manda un segnale inequivocabile ai cittadini Palestinesi di Israele, comunicando loro che in questo Paese non sono a casa loro. La lingua araba è stata degradata da lingua ufficiale a lingua “a statuto speciale”, e ci si è assunti l’impegno di lavorare per lo sviluppo dell’insediamento degli Ebrei sul territorio, senza nessuna menzione allo sviluppo del Paese per il resto dei suoi abitanti».

Dunque «è una legge discriminatoria» che  contravviene esplicitamente alla «Risoluzione 181 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite» e ancor più «alla Dichiarazione di Indipendenza dello stesso Israele», nella quale «i Fondatori del Paese chiaramente ed inequivocabilmente si preoccupavano di incoraggiare il suo sviluppo per il bene di tutti i suoi abitanti e di assicurare la completa eguaglianza dei diritti sociali e politici a tutti, indipendentemente dalla religione, dalla etnia o dal sesso di appartenenza».  E la legge in questione «contravviene e contraddice la Legge Fondamentale» di Israele, «“Dignità umana e Libertà” promulgata nel 1995» sul rispetto della dignità di ogni persona. Ma «dove c’è discriminazione – osserva il Patriarcato – non c’è dignità». In altre parole, sintetizza la dichiarazione, «la legge dice che i diritti degli Ebrei e degli Arabi non sono uguali e rifiuta di riconoscere l’esistenza stessa di questi ultimi».

«I cittadini cristiani di Israele – afferma infine il Patriarcato – hanno la stessa preoccupazione di ogni altra comunità non-ebraica nei confronti di questa legge. Fanno appello a tutti gli appartenenti allo Stato di Israele che ancora credono nel concetto fondamentale dell’eguaglianza tra i cittadini di una stessa nazione, perché esprimano la loro obiezione a questa legge e ai pericoli derivanti da essa per il futuro di questo Paese».

Il Patriarcato è retto dal 24 giugno 2016 da mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico di Gerusalemme dei Latini, Custode di Terra Santa e Guardiano del Monte Sion dal 2004 al 2016.

*Foto di Alessandrocustodia tratta da Wikipedia Commons immagine originale e licenza

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