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«L’ultima volta buona»: i riflettori di Greenpeace puntati sul nuovo governo

«L’ultima volta buona»: i riflettori di Greenpeace puntati sul nuovo governo

 

Che tipo di “transizione ecologica” ha in mente il nuovo primo ministro Mario Draghi? La novità dell’istituzione di un ministero ad hoc ha colto tutti di sorpresa, eppure – afferma Greenpeace rilanciando la petizione “Ripartire da Salute, Lavoro e Ambiente” – «sembrava una buona notizia, ma la partenza non è altrettanto buona. Ricorda l’organizzazione ambientalista che il ministro incaricato per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani, «solo un anno fa dichiarava in un'intervista per la rivista del colosso energetico italiano Eni che il solare costa troppo e che il gas è il male minore per il nostro Paese. Se quello che il nuovo governo ha in mente per transizione ecologica è solo una pennellata di verde al Recovery Plan, non resteremo in silenzio».

In particolare, Greenpeace sottolinea le responsabilità e le complicità del mondo della finanza (da cui provengono Draghi e altri esponenti di governo) nella crisi climatica alla quale oggi, in ritardo e a fatica, si tenta di porre rimedio. «La vera svolta green è ancora molto lontana», prosegue l’organizzazione: «Le lobby dell’energia fossile e dell’agricoltura industriale faranno pressioni anche sul nuovo governo per continuare ad investire in gas, petrolio, carbone, allevamenti intensivi, armi». Attività indubbiamente remunerative ma che ci «ci hanno consegnato il Pianeta malato» nel quale viviamo e lottiamo contro «una pandemia e una crisi climatica sempre più devastanti».

Il tempo della svolta green e di costruire un Paese a impatto zero, capace di dare priorità a lavoro, salute, clima e pace è ora o mai più, affonda Greenpeace, e «questa non è “la volta buona” per avviare la transizione economica verso un Paese più green: questa è l’ultima volta buona. Che strada sceglierà davvero Draghi?».

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