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Lo scandalo dei rifiuti nocivi in Tunisia e gli interrogativi al nuovo governo

Lo scandalo dei rifiuti nocivi in Tunisia e gli interrogativi al nuovo governo

Sul numero di febbraio del mensile dei comboniani Nigrizia, un editoriale di p. Alex Zanotelli torna sullo scandalo dei rifiuti nocivi “scaricati” dall’Italia in Tunisia, di cui si è parlato anche su queste pagine a inizio di gennaio.

Come successo 10 anni fa, quando la “Rivoluzione dei gelsomini” rovesciò la dittatura di Ben Ali, anche oggi le piazze tunisine si riempiono di manifestanti che chiedono «lavoro, dignità, libertà». A dispetto dle coprifuoco imposto il 14 gennaio, racconta Zanotelli, «la protesta dei giovani tunisini è esplosa in tutte le città proprio la notte».

Sulla più grave crisi dall’indipendenza, nel pieno delle manifestazioni di protesta, dice ancora il missionario, esplode «lo scandalo dei rifiuti pericolosi provenienti dall’Italia, precisamente dalla Campania. È il più clamoroso scandalo ecologico del Paese». Si parla infatti di 212 container già sequestrati l’estate scorsa e di altri 70 rintracciati a novembre. Uno scandalo che in Tunisia «ha causato un vero e proprio terremoto politico con l’arresto del ministro dell’ambiente, Mustapha Araoui, mentre in Italia è passata quasi sotto silenzio».

Secondo il giornale missionario, «è criminale che i Paesi ricchi, come l’Italia, scarichino rifiuti in Paesi impoveriti, come la Tunisia», priva di infrastrutture in grado di smaltire questo genere di rifiuti e nel pieno di una gravissima crisi economica, politica e sociale. «Ormai – prosegue il missionario – l’Africa, il continente più impoverito del globo, sta diventando la discarica dell’Occidente, con effetti devastanti sull’ambiente e sulla popolazione. È immorale che i Paesi ricchi prima depredino l’Africa, ricchissima di materie prime e poi la ripaghino con i loro rifiuti».

Lo scandalo dei rifiuti illegalmente esportati in Tunisia pone anche al nuovo governo – e in particolare al confermato ministro degli Esteri Luigi Di Maio – interrogativi gravosi, aggiunge Zanotelli: «A quando una seria politica di solidarietà con i martoriati Paesi dell’Africa? È mai possibile che i fondi per la Cooperazione siano scesi sotto lo 0,2% del Pil mentre dovrebbero essere dello 0,7%? È mai possibile che a un Paese in grave crisi economica, come la Tunisia, abbiamo dato negli ultimi quattro anni appena 165 milioni di euro, di cui 100 a credito?». È così che li aiutiamo «a casa loro», denuncia Zanotelli. ««E poi ci meravigliamo dell’arrivo di così tanti tunisini disperati sulle nostre coste che vengono poi rispediti ai loro Paesi. E pensare (ironia della storia) che è toccato poi al nostro ministro degli esteri, Luigi Di Maio, andare più di una volta a Tunisi, offrendo fondi Ue, affinché il governo tunisino blocchi la partenza dei barconi per l’Europa, realizzando una politica europea della esternalizzazione delle frontiere. A quando una politica estera seria, soprattutto verso l’Africa, e non quella degli affari esteri?».

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