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Biden rafforza l'embargo contro Cuba. Il presidente messicano invia all'isola cibo e medicine

Biden rafforza l'embargo contro Cuba. Il presidente messicano invia all'isola cibo e medicine

Joe Biden è al lavoro per attuare la sua strategia contro Cuba decisa il 22 luglio scorso https://www.adista.it/articolo/66437 dopo le proteste che erano avvenute nell’isola l’11 luglio. A tal fine ieri il presidente degli Stati Uniti ha incontrato un gruppo di leader cubano-americani cui ha sottoposto il suo piano: sanzioni mirate contro quei funzionari cubani che sono ritenuti coinvolti in violazioni dei diritti umani, studio delle modalità tecniche per garantire l'accesso generale a Internet e come far giungere le rimesse senza passare per la “dogana” cubana.

Tra i partecipanti all'incontro, riferisce Politico (30/7), Manny Diaz, ex sindaco di Miami e presidente del Partito Democratico della Florida; Yotuel Romero, cantante del gruppo cubano Orishas e uno dei principali autori di “Patria y Vida”, canzone che a Cuba è diventata un canto di protesta; Felice Gorordo, CEO di eMerge Americas e co-fondatore di Roots of Hope; Ana Sofia Pelaez, co-fondatrice del Miami Freedom Project; e Ricardo Herrero, direttore esecutivo del Cuba Study Group.

Poco prima dell'incontro, Biden ha definito la situazione a Cuba «intollerabile» e ha affermato che ci sono ulteriori sanzioni in arrivo «a meno che non ci sia un cambiamento drastico a Cuba, che non mi aspetto». Perciò ha assicurato che il suo governo sta valutando «tutte le opzioni disponibili» per fornire al popolo cubano l'accesso a Internet e aiutarlo a «eludere» la censura.

Ha anche indicato di aver ordinato al Dipartimento del Tesoro di presentare entro un mese suggerimenti su «come massimizzare il flusso di rimesse al popolo cubano, senza che i militari ne prendano parte».

«Sono qui per ascoltare», ha detto il presidente ai suoi ospiti, lamentando che il popolo cubano «ha sofferto decenni sotto un regime comunista fallito».

I funzionari e le entità cubane sono già ampiamente sanzionati dagli Stati Uniti, osserva il quotidiano, quindi non è chiaro se le sanzioni di Biden avranno un impatto significativo su coloro che sono presi di mira.

«Faremo tutto il possibile», ha detto dal canto suo un funzionario governativo interpellato da giornalisti, «per mantenere Cuba in primo piano» e «tenere questi individui sotto i riflettori, non solo della comunità internazionale, ma di fronte al popolo cubano perché sappia che gli Stati Uniti li stanno sostenendo e stanno cercando di difenderli».

 

C’è solidarietà e solidarietà

Se Biden solidarizza con i cubani antigovernativi, il presidente del Messico solidarizza con tutti i cubani. Andrés Manuel López Obrador, noto come Amlo, ha deciso di inviare aiuti umanitari a Cuba attraverso due navi, la "Liberator" e la "Papaloapan", salpate dal porto di Veracruz fra il 27 e il 29 luglio

«Abbiamo deciso di aiutare e inviare cibo, ossigeno e altre attrezzature mediche». «In questo momento – ha detto annunciando l’iniziativa – sono le medicine, l'ossigeno, soprattutto, e il cibo» le cose di cui necessitano i cubani, «perché non hanno elettricità per gli ospedali, non avendo carburante» a causa dell’embargo imposto a Cuba dagli Usa (peraltro di nuovo condannato il 23 giugno scorso dall’Assemblea delle Nazioni Unite).

L’iniziativa messicana non potrebbe incorrere nelle sanzioni degli Stati Uniti?, ha chiesto un giornalista. «No – ha risposto il presidente messicano, che ha rivelato di aver ricevuto una lettera dal presidente di Cuba Miguel Díaz-Canel in cui era descritta la grave crisi che l'isola sta attraversando – perché siamo un Paese indipendente, libero, sovrano e agiamo come riteniamo».

 

Usa, 1960: il “Memorandum” contro Cuba

Fra i gesti di solidarietà con il popolo cubano si segnala anche la lettera inviata a Biden – e in calce alla quale si stanno raccogliendo firme – dove si chiede la fine dell'embargo economico. I firmatari promotori (fra i quali l'ex religioso Benjamin Forcano, direttore dell’Editorial Nueva Utopia) sono cittadini spagnoli che si presentano così: «Continuiamo a sognare una società semplicemente umana, che ci unisca tutti - persone e popoli - fraternamente, in cui nessuno si senta sminuito o trascurato, e gli idoli dell'orgoglio, dell'egoismo e dell'avidità siano messi in scacco e possiamo i nostri dei dell'amore, dell'uguaglianza, guida di giustizia, solidarietà, libertà e pace».

Scrivono fra l’altro che «un dato, non di più» basterebbe ad aprire gli occhi sul blocco che gli Usa portano avanti contro Cuba da oltre 60 anni: «è nell'informazione generale che nessun Paese al mondo come gli Stati Uniti ha ricevuto un dottorato nel disprezzare e sottomettere, soprattutto in America Latina, la dignità delle Nazioni e i diritti umani dei cittadini, con le loro invasioni e aggressioni di ogni genere». E per quanto riguarda l’isola “castrista”, aggiungono, «sono state calcolate in migliaia e miliardi di dollari» gli «innumerevoli servizi tecnologici e commerciali che gli sono stati negati con il suo blocco, il più lungo, ingiusto e crudele della storia. Quanti disagi, privazioni e sofferenze attuali a Cuba sono dovute a questo blocco?».

Poi aggiungono un suggerimento: «per tua memoria, conoscenza e responsabilità, fai stampare e tieni davanti agli occhi data e contenuto dell’embargo che state imponendo». E riportano il testo del «Memorandum segreto del Dipartimento di Stato declassificato nel 1991, che è stato incluso – precisano – a pagina 885 del Volume VI del Rapporto del Dipartimento degli Stati Uniti dal 1958 al 1960».

Detta il Memorandum:

«La maggioranza dei cubani sostiene Castro,... l'unico modo prevedibile per ridurre il suo sostegno di cui gode all’interno è attraverso il disincanto e l'insoddisfazione derivanti dal malessere economico e dalle difficoltà materiali... tutti i mezzi possibili devono essere usati rapidamente per indebolire la vita economica. Cuba... una linea d'azione che, essendo la più abile e discreta possibile, realizzi i maggiori progressi nel privare Cuba di denaro e rifornimenti, riducendo le sue risorse finanziarie e salariali reali, provocando fame, disperazione e il rovesciamento del governo». 

*Foto tratta da pixabay, immagine originale e licenza

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