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Matteo Zuppi e i migranti:

Matteo Zuppi e i migranti: "pastore di una Chiesa che ascolta il grido degli ultimi"

66 anni, romano di nascita e di formazione, rappresentante di spicco della Comunità di Sant’Egidio, arcivescovo di Bologna dal 2015, cardinale dal 2019, Matteo Maria Zuppi è stato il più votato della terna dei “papabili” presentata dall’Assemblea dei vescovi italiani a papa Francesco. E lui, che aveva ripetutamente manifestato il desiderio di una svolta nella Chiesa italiana, l’ha nominato più che volentieri alla guida della Conferenza episcopale italiana (v. notizia precedente), confermando i desiderata episcopali.

Grande apprezzamento per la scelta del papa è giunto anche dalle realtà della base ecclesiale e della società civile impegnata nella tutela dei diritti dei migranti, che con questa nomina auspica l’inaugurazione di una nuova stagione di vicinanza e collaborazione con i vertici Cei.

Esprime «gioia» la Fondazione Migrantes della Conferenza episcopale italiana, tramite gli auguri espressi il giorno della nomina dal suo presiedente, mons. Gian Carlo Perego, e dal suo direttore generale, don Gianni De Robertis. Anche Migrantes assicura «collaborazione totale» con il nuovo presidente Cei, saluta e ringrazia Basetti «che è stato molto vicino al tema della mobilità umana e alle nostre iniziative e proposte».

Con una nota del presidente p. Camillo Ripamonti, il Centro Astalli (Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati in Italia) saluta e ringrazia il card. Gualtiero Bassetti per il sostegno dimostrato negli anni alla guida della Chiesa italiana, accoglie con favore la nomina del card. Matteo Zuppi ed esprime i suoi più sentiti auguri al nuovo presidente Cei: «Il nostro grazie più sincero a Sua Eminenza Cardinal Bassetti che mai ha fatto mancare sostegno e vicinanza a richiedenti asilo e rifugiati che accompagniamo. In questi anni si è fatto pastore instancabile di una Chiesa pronta ad ascoltare il grido di aiuto di chi fugge dai mali del mondo, indicando la strada verso la costruzione di comunità cristiane aperte, solidali, inclusive e per questo costruttrici di pace. L’augurio dal Centro Astalli a Matteo Zuppi si fonda su una consolidata amicizia e su una rinnovata disponibilità a collaborare per il bene dei migranti che arrivano in Italia in fuga da guerre, persecuzioni e gravi violazioni dei diritti umani. Le sfide sono molte e complesse ma la strada che porta a un noi sempre più grande è meno faticosa se percorsa insieme».

«È una bella notizia per tutti coloro che si battono per i diritti e contro gli orrori di un mondo spesso ingiusto e spietato, in particolare con gli ultimi»: è il commento della piattaforma della società civile “Mediterranea Saving Humans”, che opera nel Mediterraneo Centrale per la ricerca e il salvataggio dei naufraghi migranti. In una sequenza di tweet del 25 maggio, Mediterranea saluta con favore la nomina di “don Matteo”: «Ci ha sempre aiutato sostenendo e difendendo la pratica del soccorso civile in mare. Non si è mai tirato indietro di fronte alle sfide culturali, politiche e sociali, che una lettura non dottrinale o ambigua del Vangelo pone a lui alla Chiesa e a tutti, anche a chi credente non è. Papa Francesco auspicava un "grande cambiamento" nella CEI, e come sempre alle parole sono seguiti i fatti».

 


*Immagine di Francesco Pierantoni, tratta da Flickr. Immagine originale e licenza

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