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L'Europarlamento si esprime sulla Tassonomia Ue: gas e nucleare non sono energie

L'Europarlamento si esprime sulla Tassonomia Ue: gas e nucleare non sono energie "green"

Alla fine, contro ogni previsione, le Commissioni Economia e Ambiente dell'Europarlamento hanno bocciato l'atto delegato complementare alla Taxonomy Regulation proposta della Commissione Ue a dicembre 2021 per inserire il gas fossile e il nucleare civile tra le fonti di energia considerate "sostenibili" e quindi meritevoli di investimenti green.

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«Gli europarlamentari – spiega il WWF in un comunicato del giorno stesso del voto – hanno compiuto un primo passo cruciale, scegliendo di non inserire il gas fossile e l'energia nucleare nella lista che avrebbe dato un'etichetta "verde" a queste fonti, nonostante il loro impatto su clima e ambiente».

Dopo il vaglio delle mozioni di rigetto in Commissione per i Problemi economici e monetari (ECON) e in Commissione per l'Ambiente, la Sanità pubblica e la Sicurezza alimentare (ENVI), l’atto delegato concluderà la sua fase parlamentare con il voto della plenaria che si terrà presumibilmente nella prima settimana luglio.

Così Mariagrazia Midulla (responsabile Clima e Energia del WWF Italia) ha commentato il voto del 14 giugno stesso: «Ci congratuliamo con gli eurodeputati ECON ed ENVI per aver scelto la strada giusta per proteggere la credibilità della tassonomia dell'UE. (...). Ora la plenaria di luglio dovrà seguire il parere delle due Commissioni competenti e respingere quello che altrimenti sarebbe un errore enorme e costoso per clima e ambiente: incanalare miliardi in progetti sporchi, invece di finanziare la transizione verso le energie rinnovabili di cui abbiamo bisogno».

Dopo il passaggio nelle Commissioni parlamentari il WWF ribadisce che «etichettare il gas fossile e l'energia nucleare come ecologici nella tassonomia europea potrebbe sottrarre miliardi di euro di investimenti alle energie rinnovabili e alle tecnologie verdi. Con la guerra in Ucraina e la crisi dei prezzi dell'energia che si sta acuendo, etichettare il gas fossile e l'energia nucleare come sostenibili sarebbe ancora più controproducente. Il gas è diventato una fonte di insicurezza energetica e di rischio geopolitico in Europa, e l'energia nucleare è costosa, lenta da costruire e crea scorie altamente radioattive che ancora non sappiamo come gestire».

La crisi ucraina ha riaffermato con forza l’emergenza dell’indipendenza energetica in Italia e in Europa. «Mentre il gas importato crea dipendenza – ha detto Midulla nella nota del 14 giugno – le rinnovabili sono la nostra energia di “libertà” e quindi la chiave per la sicurezza energetica. L'etichettatura del gas come investimento sostenibile porterebbe l'Europa a utilizzare ancora più gas, il che significa continuare la dipendenza e bollette più elevate per i cittadini europei».

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