Il silenzio sui combustibili fossili: il fallimento della COP30
Tratto da: Adista Documenti n° 43 del 06/12/2025
DOC-3423. BELÉM-ADISTA. Sono passi da formica quelli che l’umanità sta conducendo nella lotta al cambiamento climatico. Non perché siano decisioni di poco conto quelle prese alla COP30 (Belém, Brasile, 10-22 novembre), ma perché il surriscaldamento della nostra Terra ha una accelerazione che richiederebbe scelte più drastiche.
Come si evince dal documento finale "Global Mutirão: Unire l'umanità in una mobilitazione globale contro il cambiamento climatico", i Paesi presenti hanno sottoscritto un impegno economico consistente in 1,3 trilioni di dollari all'anno entro il 2035 per l'azione per il clima, e nel raddoppio entro il 2025 e triplicazione entro il 2035 dei finanziamenti per l'adattamento agli effetti avversi dei cambiamenti climatici, adottando misure adeguate a prevenire o ridurre al minimo i danni di un rialzo delle temperature che non deve oltrepassare il già raggiunto grado e mezzo, limite massimo tollerabile stabilito dalle Parti all’Accordo di Parigi del 2015.
Nel riassumere i punti fondamentali del “Global Mutirão”, il sito di notizie dell’Onu (https://news.un.org/en/story/2025/11/1166433) inizia plaudendo: «La decisione finale – scrive – pone l'accento sulla solidarietà e sugli investimenti, fissando obiettivi finanziari ambiziosi» per affrontare subito dopo il maggiore fallimento della Cop 30, quella di aver rimandato il tema della «transizione energetica a una discussione successiva». «La combustione di combustibili fossili – puntualizza – emette gas serra che sono di gran lunga i maggiori responsabili del riscaldamento globale, rendendo questa omissione motivo di preoccupazione per molte nazioni, compresi i negoziatori del Sud America e dell'UE, nonché per i gruppi della società civile». «C'erano grandi aspettative – seguita il sito – che la decisione finale della COP30 includesse un riferimento esplicito all'eliminazione graduale dei combustibili fossili. Oltre 80 Paesi hanno sostenuto la proposta del Brasile di una "roadmap" formale. Una bozza di testo lo aveva incluso, fino alle ultime ore di colloqui. Il risultato adottato si riferisce solo al "Consenso degli Emirati Arabi Uniti", la decisione della COP28 che chiedeva "la transizione dai combustibili fossili"». Una delusione, questa, ricorrente nelle valutazioni delle associazioni ambientaliste e per lo sviluppo sostenibile e sicuramente vissuta da quanti hanno partecipato al Vertice dei Popoli svoltosi a Belém in contemporanea alla Cop30 Belém. Di tale Vertice riportiamo la Dichiarazione finale, preceduta dalle parti II e III del “Global Mutirão”, in una traduzione dall’inglese e firmata da "La Conferenza delle Parti che riunisce le Parti dell'Accordo di Parigi".
*Foto presa da Unsplash, immagine originale e licenza
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