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Migranti: l'appello di Zanotelli per un Sanctuary Movement italiano

Migranti: l'appello di Zanotelli per un Sanctuary Movement italiano

NAPOLI-ADISTA. All’indomani della Giornata mondiale per il migrante e il rifugiato, ennesimo appello alle Chiese cristiane in Italia del missionario comboniano a Napoli, p. Alex Zanotelli, per aprire le porte ai migranti e ai rifugiati: «Iniziare, come negli Usa, ad offrire le nostre chiese come “santuario” per asilo politico per coloro che sono destinati alla deportazione nei loro Paesi, non perché criminali, ma perché privi di documenti».

In seguito all’elezione di Donald Trump negli States, e con l’avvio della campagna presidenziale anti-migranti, che da un lato alza muri e dall’altro espelle in massa, centinaia di istituti religiosi si sono resi disponibili a dare asilo, tra le loro mura, ai migranti, rifiutandosi poi di aprire le porte alle forze dell’ordine intenzionate a rastrellare i “clandestini”. Già in quell’occasione il missionario comboniano aveva tentato di rilanciare nel Belpaese l’iniziativa del “Sanctuary Movement” statunitense, diffondendo il primo “Appello alle Chiese” dal titolo: “La Resistenza è un lavoro sacro”.

«Quell’Appello – ammette il missionario – non ha avuto alcun riscontro positivo da parte delle Chiese in Italia. Al contrario lo scorso anno il Sanctuary Movement negli Usa ha visto raddoppiare il numero di chiese che offrono rifugio e asilo politico per i migranti minacciati di deportazione». In barba al diritto internazionale, oggi la “deportazione” – ovvero l’espulsione di massa – è uno strumento di contenimento dei flussi migratori apprezzato da Bruxelles e attuato dall’Italia, scrive ancora Zanotelli. Per questo oggi occorre rilanciare l’appello di maggio. In tal senso le Chiese possono fare molto per arginare il fenomeno delle espulsioni: accogliendo, certo, ma anche fornendo assistenza legale, accompagnando i migranti nell’incontro con le istituzioni, facendo sentire la propria voce quando necessario, anche con sit-in davanti ai tribunali. «È un atto di coraggio che la Chiesa cattolica in Italia deve fare: diocesi e parrocchie, comunità cristiane e conventi. È il coraggio della disobbedienza civile per la difesa della vita umana! E lo stesso coraggio lo devono avere le Chiese valdesi, luterane, battiste, metodiste, evangeliche presenti sul nostro territorio».

* Foto di Dirk Duckhorn, tratta da Flickr, immagine originale e licenza

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