L'inazione climatica e il «falso pragmatismo» del governo. Ed è ancora emergenza piogge
Ancora una volta, con l’inizio delle forti piogge stagionali, l'Italia finisce sott’acqua, ed è di nuovo “emergenza”, in particolare nelle regioni del Centro-Nord più colpite negli ultimi giorni (Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Liguria Veneto...). In una nota diramata ieri, l’organizzazione ambientalista WWF Italia ha duramente criticato il governo italiano di «inazione» di fronte alla sfida climatica, ormai strutturale, che richiede quindi misure lungimiranti sulla riduzione delle emissioni e sull’adattamento dei territori agli eventi estremi sempre più frequenti. «Il governo», denuncia la nota del WWF, «continua a ritardare e perfino contrastare le azioni contro l’emergenza climatica» e in questo modo «aumenta lo stato di insicurezza della popolazione e il rischio di danni sempre più gravi davanti ai quali i cittadini si sentono sempre più soli».
Il WWF sottolinea quanto sia fondamentale un’informazione scientificamente documentata e una capacità politica di ascoltare la voce dell’opinione pubblica in merito al cambiamento climatico. La conoscenza e la consapevolezza sono alla base dell’azione tanto che, durante la Cop30, dieci Paesi (Brasile, Canada, Cile, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Spagna, Svezia e Uruguay) hanno siglato una dichiarazione congiunta, sostenuta da Unesco e Onu, sull’integrità dell’informazione, per il contrasto del negazionismo climatico e delle fake news, in favore della diffusione di dati fondati sulla scienza. La dichiarazione, spiega il WWF, «stabilisce una serie di impegni comuni per garantire la qualità delle informazioni ambientali, finanziando ricerche e programmi di formazione, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Secondo il segretario generale dell'Onu, António Guterres, la nuova iniziativa globale rappresenta “un passo decisivo per garantire che scienziati e ricercatori non debbano temere di dire la verità"». Tra le cose, nella nota, il WWF si chiede – e chiede al governo – perché l’Italia non risulta tra i Paesi firmatari della dichiarazione.
L’organizzazione ambientalista condanna l’azione del governo italiano per fronteggiare la crisi climatica; ricorda poi le dure critiche mosse dalla Commissione Europea al suo Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), carente rispetto agli obiettivi climatici europei; sottolinea che anche sul piano dell’adattamento «l’Italia è al palo», non avendo attuato il Piano nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici approvato a fine 2023 e avendo tagliato ancora una volta i fondi, nella bozza della Legge di Bilancio 2026, per il dissesto idrogeologico.
Il governo italiano, denuncia il WWF tira il frano sui progetti climatici e alimenta progetti inutili e costosi come il Ponte sullo Stretto di Messina, «in nome di un falso pragmatismo che rischia di danneggiare non solo il contrasto alla crisi climatica, ma la stessa competitività economica del Paese. Da quando il governo si è insediato abbiamo visto molte barriere e un forte rallentamento dello sviluppo delle energie rinnovabili, la soluzione per sostituire la causa del problema, cioè i combustibili fossili».
Pertanto la nota chiede di «agire ora e velocemente contro la crisi climatica, avendo a disposizione le soluzioni» senza continuare a «ignorare un problema del presente che rischia di aggravarsi ulteriormente in futuro».
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