Enrico Peyretti: "La guerra va istituzionalmente superata: è pena di morte di massa extra-giudiziale"
La seguente “Lettera scritta oggi a un politico e docente cattolico” è firmata da Enrico Peyretti (del mensile torinese il foglio, ricercatore per la pace nel Centro Studi Sereno Regis di Torino; della Comunità cristiana torinese di via Germanasca, che aderisce alla Rete dei Viandanti). Ce l'ha inviata il 2 gennaio scorso.
Caro..., so che il tema guerra-pace è difficile e tormentoso. Io mi accodo alla spinta utopico-profetica dell'abolizione della istituzione guerra (mio libro Fino alla liberazione dalla guerra, 2025, ed. Mille, info@edizionimille.eu). Capisco chi sente la realtà pesante delle cose, ma vedo che cede tragicamente al fatalismo. Invece, la guerra va istituzionalmente superata (non solo evitata politicamente), perché è pena di morte di massa extra-giudiziale, essenzialmente immensamente ingiusta. La morale cristiana sta superando faticosamente, ma con luci chiare, la teoria della "guerra giusta" (Maria Paiano, I cattolici, la guerra e la pace..., Morcelliana), ma deve conoscere e sviluppare di più le possibilità già storicamente sperimentate (Erica Chenoweth, ed. Sonda, per dire solo l'ultima ampia ricerca, dopo tanta e tanta documentazione, da decenni, ignorata dai politici), e deve studiare di più la nonviolenza attiva (Gandhi, Capitini, Muller, Pontara, Galtung,...) ancora poco conosciuta e riconosciuta dai cristiani, come se non avesse il valore concreto e politico che ha e che può sviluppare. Abbiamo una fede profetica e non la viviamo nelle pratiche difficoltà. Ci inginocchiamo all'idolo del capitalismo che prospera sulle armi poli-omicide, come se fosse onnipotente invincibile. Davanti alla morte nucleare siamo traditori. Ma non siamo abbandonati! La politica realistica deve abbandonare il dogma servile della assolutezza della guerra, preparata dagli armamenti (già Kant, 1795: "Gli eserciti permanenti sono causa di guerra"). Abbiamo delegittimato altre pratiche mortifere prima ufficialmente legittimate, i tempi e gli strumenti non permettono più di pensare la guerra "giusta": "Bellum alienum a ratione!". La politica è pace attiva oppure non è politica. Perché non lo capiamo tutti insieme? Lo capiscono tanti non cristiani. La politica, o è pace o non è politica. Coraggio, pensiamo e agiamo insieme! Ciao, buon lavoro, e grazie, con auguri e speranza. Enrico Peyretti
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