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La tenacia

Tratto da: Adista Segni Nuovi n° 9 del 24/01/2009

Una straordinaria costanza. E coerenza. Nato del 1918 a Casal Pusterlengo, prete nel 1941, pochi anni dopo è assistente delle Acli; lo sarà dal 1945 al 1950. E la passione per il mondo del lavoro, per la giustizia, per la solidarietà non lo lascerà più. Le Edizioni Messaggero lo scorso anno, quando lui è arrivato al traguardo dei 90 anni, hanno pubblicato tre suoi piccoli libri. Di formazione, perché la formazione è la cosa che più gli sta a cuore. I titoli sono “Giustizia e pace si baceranno. Educare alla pace”, Giustizia e pace si baceranno. Educare alla giustizia” e “La solidarietà”. Libri senza moralismi; pieni di esperienza concreta, di riflessione stringente, mai scontata. La sua passione per la giustizia l’ha vissuta in tre grandi ambiti. Per una ventina di anni, dal 1951 alla fine degli anni ’70, si è dedicato a dar vita alle scuole di servizio sociale. Non solo ha diretto la Scuola superiore di servizio sociale di Padova, ma ha coordinato tutte le scuole di servizio sociale che andavano nascendo nel paese. E’ stato uno dei pionieri dell’assistenza sociale in Italia. Concretezza e riflessione, dunque. Poi ha immesso tutta la sua esperienza dentro la comunità ecclesiale italiana: con il sostegno di Paolo VI ha posto le fondamenta della Caritas, la Caritas nazionale e le Caritas diocesane e parrocchiali, contribuendo in modo sostanziale alla riscoperta della carità come elemento costitutivo della vita cristiana ed ecclesiale. Della Caritas italiana è stato vicepresidente (presidente è sempre un vescovo) dal 1971 al 1986, guidando l’evoluzione delle Caritas locali verso un impegno sempre più coerente in tutti i campi della promozione umana delle persone più disagiate e nella semina di proposte fattibili per la costruzione di una società più gusta.

Quando la chiesa italiana è sembrata non gradire più la sua tenace battaglia per la radicalità dell’impegno cristiano, ha ripreso il cammino più laico dell’attività formativa nel campo dei servizi sociali. Ha partecipato alla nascita della Fondazione Zancan (dal nome di un’assistente sociale da lui conosciuta), e ne è stato presidente dal 1987 al 1997; con essa ha realizzato itinerari di ricerca e formazione che hanno coinvolto migliaia di operatori sociali, di volontari, di giovani.

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