
Pericolosità delle basi militari in Sicilia: quello che non si dice
«Nonostante la pericolosità e la drammaticità dei processi in atto» nelle basi militari Nato e Usa, «quanto sta accadendo in Sicilia è volutamente ignorato dai media e, di conseguenza, del tutto sconosciuto a buona parte della popolazione». Così scrive Anronio Mazzeo sul suo blog (16/4), informandoci su eventi e decisioni dalla resumilbili conseguenze drammatiche sui quali non è mai stato coinvolto nè il Parlaento nazionale né l'Assemblea regionale siciliana.
Guerra e controllo. La militarizzazione della Sicilia
di Antonio Mazzeo
Sono state registrate importanti novità relativamente al processo di militarizzazione e riarmo a cui è stata sottoposta la Sicilia dopo le guerre USA e NATO in Iraq e Afghanistan o quella contro la Libia di Gheddafi nel 2011. Si tratta in buona parte di elementi mai discussi a livello politico, né tantomeno analizzate a livello istituzionale da parte del Parlamento italiano o dalla stessa Assemblea regionale siciliana, che però hanno avuto la conseguenza di esporre la nostra Isola ad una pressione bellica di dimensioni globali, considerando anche la portata e le capacità distruttive degli attori in campo. Nonostante la pericolosità e la drammaticità dei processi in atto, quanto sta accadendo in Sicilia è volutamente ignorato dai media e, di conseguenza, del tutto sconosciuto a buona parte della popolazione. Una cosa è fare infatti da piattaforma per proiettare la guerra in Iraq o in Afghanistan, sapendo di rischiare poco o nulla; altro è quando i droni USA “Global Hawk” stanziati nella base di Sigonella, con funzioni di sorveglianza e intelligence, operano quotidianamente alla frontiera tra l’Ucraina e la Russia in autentiche provocazioni delle forze armate di Mosca, fornendo magari dati sensibili ai militari ucraini e alle organizzazioni paramilitari alleate.
C’è poi il braccio di ferro lanciato da Trump contro alla Russia che riapre foschi scenari che ci riportano indietro per lo meno di 40 anni. Mi riferisco al rilancio delle politiche di riarmo nucleare, sancito con la cancellazione unilaterale da parte degli Stati Uniti d’America dei trattati per il controllo e contro la proliferazione delle armi atomiche. In particolare, Trump ha dichiarato l’uscita dal Trattato INF contro le armi nucleari a medio raggio, firmato da USA e URSS a fine anni ’80 e che ha consentito lo smantellamento dei missili Cruise, Pershing II e SS-20, i primi installati a Comiso (Ragusa) e contro cui è stata data vita ad una delle più grandi mobilitazioni di massa della storia della Sicilia, italiana e internazionale.
Queste scellerate decisioni non potranno che condurre ad una nuova escalation del processo di militarizzazione e alla ri-nuclearizzazione dell’intero territorio siciliano, considerato che i nuovi programmi di Washington puntano alla realizzazione di nuovi sistemi missilistici a medio raggio con lancio da piattaforme terrestri (e anche mobili, esattamente come avveniva con i Cruise di Comiso, trasportabili ovunque sui camion-lanciatori TEL). Continua in: http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2020/04/guerra-e-controllo-la-militarizzazione.html
*Foto di dominio pubblico tratto da La Città Futura, immagine originela e licenza
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