Per Raffaele Nogaro
Raffaele,
antica “nogara” del tuo Friuli,
maestoso albero di noci,
della stessa linfa di Turoldo,
tuo fratello;
Sei diventato albero di arance,
rossi agrumi del Sud.
Nella tua possente non violenza,
hai sbarrato la strada alla camorra,
nelle tue foglie rosse e gialle
hai avvolto
il corpo di Peppe Diana,
la sua memoria profanata.
Albero disobbediente per la pace,
contro la “pazzia della guerra”,
germogliavi insieme alle nostre coscienze
nella lotta.
Eri un salice piangente
ogni volta
che la Chiesa
sceglieva il potere e non il Vangelo.
Abbiamo abbracciato il tuo tronco vivo
ogni volta che ci prendeva la paura,
la tentazione di lasciare vincere la morte. Aggrappati a te,
il dolore non ci poteva portare via.
Eri la nostra difesa di pace.
Sulla tua corteccia abbiamo inciso i nostri nomi,
abbiamo scritto le nostre storie,
fragili, resistenti,
come tante, piccole poesie d’amore…
* Foto dalla pagina Facebook Raffaele Nogaro
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