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Governi il diritto, non il drone assassino

Governi il diritto, non il drone assassino

Newsletter n. 177 del 10 gennaio 2020


Nel discorso rivolto agli ambasciatori, come all’inizio di ogni anno, il papa ha evocato, per scongiurarlo, “un innalzamento dello scontro” in atto tra l’Iran e gli Stati Uniti, ma ha anche introdotto un tema che finora è stato assente nel dibattito internazionale, e che noi pensiamo sarà invece determinante nel futuro per rispondere alla crisi della condizione umana sulla terra. Papa Francesco ricordando lo spirito e le finalità con cui furono fondate 75 anni fa le Nazioni Unite, ha osservato come “il sistema multilaterale”, fondato cioè sul rapporto internazionalistico tra gli Stati, privo di “un chiaro ancoraggio oggettivo” sia giunto a “una crisi che è tristemente sotto gli occhi di tutti”. Per questa ragione appare urgente un “percorso verso una complessiva riforma del sistema multilaterale, a partire dal sistema onusiano … tenendo in debita considerazione l’attuale contesto geo-politico”.

Il papa non ha detto di più, ma la pista indicata è chiara: occorre andare oltre l’internazionalismo verso una forma più compiuta di ordinamento mondiale, come a dire dalla carta dell’ONU ad un costituzionalismo mondiale; è la proposta che, come vi abbiamo riferito nell’ultima newsletter, proprio in questi giorni è stata lanciata di un processo costituente per giungere a una Costituzione della Terra, dotata di efficaci strumenti di garanzia e di attuazione, e ciò a partire da una Scuola che ne dovrebbe elaborare il pensiero e promuovere l’adozione, perché la terra sia salva e la storia continui.

Quanto ciò sia urgente e vitale è dimostrato proprio dagli avvenimenti di questo inizio d’anno.  È accaduto infatti che un nuovo Arciduca d’Austria, il cui assassinio diede il via alla prima grande guerra del Novecento e dell’era moderna, è stato ucciso nella persona del generale iraniano Qassem Suleimani non da un anarchico isolato ma direttamente dal più potente Stranamore del mondo. Non sappiamo per quale macabra perversione è stato rilasciato e mostrato come un trofeo il filmato della strage compiuta dal drone americano che con una precisione finora impossibile per qualsiasi altro killer, dopo aver colpito il convoglio partito dall’aeroporto di Bagdad, ha inseguito e calcinato uno per uno gli uomini che fuggivano dalle auto in fiamme lasciandoli stampati sul terreno come orme di fuoco. Il documento, trasmesso nel programma “Atlantide” de “LA 7” il 9 gennaio scorso può essere visto al seguente link:

https://www.la7.it/atlantide/rivedila7/speciale-atlantide-andrea-purgatori-conduce-a-un-passo-dalla-guerra-09-01-2020-301006 , dal minuto 6,29 fino al minuto 8,50.

Ciò misura quanta strada in poco più di un secolo abbia fatto l’umanità nell’apprendimento dell'"arte della guerra": ormai un sovrano può decidere e si può fare la sua guerra da solo, da qualunque parte del mondo in qualunque altra parte del mondo, oppure nel mondo tutto. Ciò dice quanto sia necessario e difficile quel primo apprendimento che dovrebbe essere impartito da una “Scuola della Terra”, quello di “disimparare l’arte della guerra”, e non solo cessare di impararla come sognava il profeta Isaia.

Questo ci sembra il picco simbolico della crisi a cui è giunto il sistema delle relazioni multilaterali, in mancanza di un diritto comune che determini doveri e vincoli di ogni potere, la strada su cui ora si deve camminare.

 

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