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Il numeri di "Azione Contro la Fame" a due anni dall'aggressione russa all'Ucraina

Due anni fa la Russia di Vladimir Putin avviava le operazioni militari su larga scala in Ucraina come esito di un ormai decennale conflitto diplomatico e politico iniziato formalmente nel febbraio 2014 con l’occupazione della Crimea.

In una nota odierna, diffusa a due anni dall’invasione russa, Azione Contro la Fame – organizzazione umanitaria internazionale che da oltre 40 anni opera in 55 Paesi del mondo per il diritto a una vita libera dalla fame, aiutanto 28 milioni di persone – fornisce dati allarmanti: sono oltre 500mila le persone assistite dall’inizio delle ostilità, in un contesto di forte bisogno e scarsità di aiuti umanitari; sono circa 14.6 milioni quelle (il 40% dell'intera popolazione) che si trovano in una condizione di bisogno di aiuti umanitari; tra loro, ben 3.3 milioni di ucraini vivono in zone colpite dalla guerra, «dove arrivano pochi aiuti perché l'accesso umanitario rimane difficile e non garantito»; poi, oltre 6 milioni di ucraini hanno abbandonato il Paese e altri 4 milioni sono sfollati come migranti interni; l’organizzazione parla infine di 7.3 milioni di persone prive di mezzi di sussistenza, in una condizione di scarsità di cibo.

«La guerra non è ancora finita e i bisogni continuano a crescere», dichiara Simone Garroni (direttore di Azione Contro la Fame). «La situazione umanitaria potrebbe peggiorare ulteriormente quest'anno. Molti ucraini potrebbero essere nuovamente costretti a lasciare le loro case per salvarsi la vita. L'ondata di solidarietà che ha seguito l'invasione sta mostrando le prime crepe mentre il conflitto si trascina. Dei 3,9 miliardi di dollari che secondo le Nazioni Unite sarebbero necessari per fornire aiuti umanitari adeguati, solo il 60% è stato finanziato».

In Ucraina, Azione Contro la Fame interviene per «migliorare la sicurezza alimentare, soprattutto per gli sfollati e i bisognosi»; per garantire «l'accesso alle cure mediche di base e al supporto psicologico, nonché l'accesso all'acqua, all'igiene e alle strutture sanitarie»; per fornire «aiuti di emergenza in Ucraina e nei Paesi limitrofi come Polonia, Romania e Moldavia, non appena è iniziata la guerra». Nell'Ucraina Occidentale «gli aiuti si concentrano sul supporto alla salute mentale, sulla distribuzione di cibo e sugli aiuti di emergenza multisettoriali attraverso trasferimenti di denaro, in modo che le persone (rifugiati e comunità ospitanti) possano soddisfare i bisogni più urgenti». Mentre nell’Ucraina Orientale gli aiuti «si concentrano su gruppi di popolazione particolarmente vulnerabili e direttamente colpiti dalla guerra» (distribuzione di cibo, pasti caldi e altri beni di prima necessità, sviluppo di strategie per l’accesso all'acqua potabile, all'igiene e ai servizi igienici).

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